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Campo_premiazioniLe inutili polemiche e le domande mai poste a Renzi. Per un volo di Stato si riempiono pagine e pagine di giornali ma delle domande insidiose con la pretesa di risposte chiare e circostanziate manco l’ombra. No, a quanto pare, su Renzi non si può.

di Lamberto Colla – Parma, 20 settembre 2015 –
Fossi stato al posto di Flavia Pennetta e Roberta Vinci sarei stato orgoglioso della presenza del “mio Premier” alla celebrazione di un evento tanto straordinario quanto irripetibile.
Tutti gli italiani, appassionati o meno di tennis, avrebbero, in quella serata del 12 settembre, voluto possedere l’accesso al canale televisivo detentore dei diritti di diffusione per ammirare e commuoversi con quelle due splendide ragazze pugliesi che si affrontavano in una finale del Grande Slam dopo avere fatto fuori le numero e due del tennis mondiale.

Appassionati e non avrebbero dato qualsiasi cosa per partecipare e condividere le emozioni di quelle due straordinarie gladiatrici.
E’ per tutti questi italiani, per un giorno orgogliosi di essere nati sotto al tricolore, che la presenza di Renzi aveva grande importanza.

Le inutili polemiche giornalistiche che sono seguite al viaggio non hanno trovato riscontro sull’opinione pubblica e probabilmente erano finalizzate a qualcosa d’altro, forse a distrarre l’attenzione da qualcosa che doveva passare inosservato.

Il premier, se volete anche attraverso la sua spontanea e fresca, quanto estemporanea e inaspettata decisione a partecipare, si è concesso quello che gran parte dei suoi concittadini avrebbero voluto fare e perciò non solo non è stato criticato ma è risultato ancor più simpaticamente umano.

Invece di polemizzare sul costo di un viaggio di Stato, che per il nostro bilancio equivale all’acquisto di una risma di carta per una piccola media impresa, sarebbe meglio che i grandi giornali, quelli che contano, che influenzano e sono a loro volta troppo influenzati, avessero chiesto a Renzi di spiegare come potrà sostenere le promesse di taglio smodato delle tasse.

Infatti, il programma di Matteo Renzi sul fronte fiscale prevede: via tassa sulla prima casa, Imu agricola e tassa sugli imbullonati dal 2016 (tutte misure che saranno inserite nella legge di stabilità), interventi su Ires e Irap dal 2017 e misure sugli «scaglioni Irpef» dal 2018.

Una sommatoria di capitoli fiscali che stando a quanto riferito dal presidente Anci assommerebbe a 5 miliardi di euro.
«L’abolizione della Tasi sulla prima casa e dell’Imu agricola e sui cosiddetti imbullonati deve prevedere contestualmente risorse equivalenti per i Comuni pari a 5 miliardi». Lo ha riferito il presidente Anci Piero Fassino al termine di una riunione del coordinamento delle città metropolitane.
La domanda che dovrebbe sorgere spontanea: da dove provengono le risorse? E’ questa la domanda legittima che dovrebbe essere posta, da parte dei grandi influenzatori, a Renzi & C. e di cui esigere una risposta plausibile.

Dalla revisione della spesa pubblica credo possano giungere solo che briciole.
La stima della spesa totale delle pubbliche amministrazioni è di 127 miliardi all’anno (di cui 67 riguardano la sanità) e avere la possibilità di incidere, anche di pochi punti percentuali, porterebbe risparmi enormi ma di ciò non si hanno notizie certe.

Certo è invece che ben tre “luminari” hanno assunto l’incarico della revisione e nessuno è riuscito a portare a termine il compitino.
Giarda, Bondi e infine Cottarelli hanno tentato ma invano e l’unica eredità è la costituzione della CONSIP, organismo cui spetta il compito di bandire le gare e fare da acquirente unico in grado di spuntare prezzi «convenzionati » più bassi di quelli di mercato, ma che per ora è stata in grado di gestire (gestire non vuol dire risparmiare) solo una minima partita per un valore non superiore a 38 miliardi.

E Ripresa economica sia!
Per fare “bilancio” quindi rimane solo un capitolo su cui contare – salvo qualche regalino da BCE e Ue – per compensare il taglio promesso:
la ripresa economica del Paese.
Ed ecco che spunta, notte tempo, la ripresa economica che andrà a fare quadrare il bilancio di previsione e prontamente introdotti nel DEF (Documento di programmazione Economica e Finanziaria) approvato nelle scorse ore.

Le stime di crescita per il 2015 sono state aggiornate dallo 0,7 allo 0,9% mentre per il 2016 è previsto che il PIL cresca dell’1,6%.
Un raddoppio che profuma di miracolo all’italiana.

Non si comprende come si potrà, nel 2016, raggiungere quel livello di crescita senza riforme concrete e durature.

Di questo ne è convinto anche il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi il quale, riferendosi al risicato incremento di PIL registrato a fine agosto, aveva commentato che “Non basta e non è merito dell’Italia” – “La crescita del Pil dello 0,3% non basta, anche perché non è merito nostro ma è dovuto solo al dimezzamento del prezzo del petrolio a rafforzamento del dollaro e al Qe (Quantitative Easing – l’operazione voluta fortemente da Mario Draghi all’inizio del 2015. ndr)” e poco dopo aggiunge che “Noi non abbiamo fatto le pulizie interne, bisogna fare le riforme, solo in questo modo possiamo far ripartire il Paese”.

A queste regalie vanno aggiunti i 13-14 miliardi che il Governo riuscirà a rastrellare dal buon cuore d’Europa per la maggiore flessibilità che sarà concessa oltre ai 3,3 miliardi che giungeranno per sostenere il programma di assistenza all’immigrazione. “L’indebitamento netto, si legge nella relazione al Parlamento allegata alla nota di aggiornamento al Def, potrà aumentare, rispetto al profilo tendenziale, fino ad un importo massimo di 17,9 miliardi nel 2016 (che include, ove riconosciuti in sede europea, i margini di flessibilità correlati all’emergenza immigrazione fino a un importo di 3,3 miliardi), 19,2 miliardi nel 2017, 16,2 miliardi nel 2018 e 13,9 miliardi nel 2019”.

A fronte di questa ennesima presa per i fondelli, la stampa d’elite trova il coraggio di attaccare Renzi per un viaggio di rappresentanza al quale tutti avrebbero voluto partecipare, giornalisti accusatori compresi.

Sorge il sospetto che sia tutta una montatura, creata a arte per non dover porre domande troppo imbarazzanti d’altro tipo e al contempo di far credere all’opinione pubblica che una opposizione esiste e la critica giornalistica non teme di affrontare direttamente e a viso aperto il Premier.
Beato chi ci crede!

Renzi_Vinci_Pennetta

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