Cereali a rischio siccità

Vereali_Spighe_cieloLe notizie positive compensano le negative traducendosi in una previsione di mercato imperniata sulla stabilità. Il settore zootecnico trema per la scarsità d’acqua.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 24 dicembre 2015 –

Il mercato sembra stia trovando una base di sostegno sulle notizie meteo globali: effetto del Nino più forte del previsto per il Nord America, problemi di secco in alcune aree del Brasile, forte carenza di copertura nevosa dei cereali autunno vernini in Europa dove una prevista ondata di gelo potrebbe causare ingenti danni alle coltivazioni.

A tutto questo si aggiunga  la notizia proveniente dalla Russia che sarebbe intenzionata a eliminare il dazio imposto alla  esportazione del grano. Ipotizzando di sommare algebricamente i fattori positivi e negativi, molto probabilmente il risultato sarebbe prossimo allo zero e perciò il prossimo futuro potrebbe essere all’insegna della stabilità.

Intanto i premi sulle farine di soya si sono stabilizzati sui 36/37 dollari per la proteica per il 2016 mentre per il 2017 sono più fermi a 43 dollari.

Mercato nazionale

Sul fronte del mercato interno la situazione rimane inchiodata alle settimane precedenti con le crusche quasi introvabili che hanno raggiunto e superato quota 170 euro alla tonnellata, le polpe in forte costante recupero di valori e i cereali sostanzialmente stabili o cedenti in base alle diverse ricerche di qualità. Come era stato previsto i maggiori problemi vengono dal settore dei trasporti gommati che, si presume, torneranno alla normalità solo dopo la prima decade di gennaio.

Il settore delle bioenergie rimane in fibrillazione e sempre alla ricerca di amidacei ed energetici per fronteggiare le scarse rese dei trinciati.

Cominciano a serpeggiare pensieri preoccupati in relazione alla prossima campagna maidicola a causa dello straordinario periodo di siccità che sta colpendo la penisola da ormai molti mesi con impoverimento delle falde irrigue. Una dotazione d’acqua perciò insufficiente per irrigare il mais e le altre coltivazioni connesse al comparto zootecnico e orticolo industriale.   

Indicatori internazionali

l’Indice dei noli è risalito a 485 punti, il petrolio rincara a 46,50 $/barile e il cambio vira a 1,091860.

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Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) –  – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

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