Cereali. Fine d’anno in confusione

MAIS_PANNOCCHIATendenze ribassiste, contro ogni previsione, per i mercato internazionali. Prezzi bassi per la soia tali da spingere alcuni spremitori nazionali a sospendere  le lavorazioni. La siccità alimenta aspettative negative per la prossima campagna maidicola.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 30 dicembre 2015 –

I segnali di concorrenza provenienti dall’Argentina dopo l’abbattimento dei dazi e le azioni prodromiche a una svalutazione monetaria hanno generato una ondata ribassista sui mercati internazionali in controtendenza alle previsioni degli analisti.

Da sottolineare che nel frattempo i premi sulle farine di soya si sono cresciuti a 38-39 dollari (+2) per la proteica per il 2016 mentre per il 2017 sono più fermi a 43 dollari. Nonostante questo piccolo aggiustamento i prezzi rimangono piuttosto bassi, quindi convenienti.

Mercato nazionale

Sul fronte del mercato interno la situazione rimane inchiodata alle settimane precedenti con le crusche quasi introvabili che in queste ore hanno raggiunto quota 175 euro alla tonnellata.

La vera novità sta nella decisione di alcuni spremitori nazionali di sospendere le lavorazioni sino alla fine di febbraio e forse sino alla prima decade di marzo in forza dei ridotti prezzi e conseguente abbattimento delle marginalità operative. Una decisione che presumibilmente condurrà a una riduzione della quantità di merce disponibile sul mercato, soprattutto per quanto riguarda la farina di soia 44%.

Mercato confuso anche nel segmento dei cereali stante il limitatissimo flusso di camion dall’estero con il mais ucraino che quota 175€ spot al porto.

Sta invece facendo parlare l’offerta di un importatore che offre il seme di soia estero (sud-nord America) a 342 partenza dal porto per il periodo gennaio – aprile, spiazzando la concorrenza di altri importatori che sono posizionati su quote superiori di 10-13 €.

Il settore delle bioenergie è sempre molto vivace alla costante ricerca di amidacei ed energetici per far fronte alla scarsità di trinciati e alle difficoltà di utilizzazione di mais contaminati da tossine a causa di osservazioni sollevate da parte di alcune ASL.

La persistenza del periodo siccitoso alimenta preoccupazioni generalizzate sulla prossima campagna maidicola.    

MP_53_30dic15Indicatori internazionali

l’Indice dei noli è nuovamente disceso a 478 punti, il petrolio rincara a 37,60 $/barile e il cambio tiene a 1,09888.


Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) –  – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

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