Droni sugli oliveti italiani

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Dalla indicazione sul tipo e intensità di potatura alla gestione fitosanitaria dell’oliveto. L’impiego dei droni

sul controllo e sulla programmazione del lavoro in campagna e nello specifico nell’olivicoltura.

Il settore olivicolo appare spesso molto restio all’introduzione di novità e nuove tecnologie, ma rappresenta anche un’avanguardia di nuovi modelli agricoli che guardano a qualità e sostenibilità ambientale. È il caso dell’utilizzo dei droni, ovvero quei piccoli velivoli radiocomandati che possono eseguire dall’alto misure e analisi anche molto sofisticate, aiutando l’olivicoltore nel lavoro di tutti i giorni.

Una ricerca dell’Università di Pisa ha dimostrato che le misure effettuate dal cielo sono più accurate di quelle realizzabili da terra, con un investimento di tempo, energie e soldi, decisamente inferiore. Grazie ai rilievi dei droni, in aziende di grandi dimensioni, oppure in areali complessi come quelli collinari e montani italiani, è possibile dare indicazioni sufficientemente precise non solo sul tipo e intensità di potatura da effettuare, ma anche sulla gestione fitosanitaria dell’oliveto, stabilendo, per esempio, i volumi da irrorare in funzione della superficie fogliare in grado di intercettare il prodotto. Un salto nel futuro, verso l’olivicoltura di precisione, che vuole un distribuzione sempre più attenta e mirata dei presidi fitosanitari, per limitare l’impatto sull’ambiente e sulla salute dei consumatori. [Fonte: Teatro Naturale per Sol&Agrifood]

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