Cereali, mercato disturbato da fattori esterni

Cereali_mano_2Il mercato continua ad essere disturbato dalle varie tempeste finanziarie e dall’altalenante valutazione del petrolio.  Un mercato relativamente volatile prevalentemente disturbato da fattori esterni posto che non si ravvisano condizioni di scarsità di prodotto nemmeno per il prossimo futuro.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 4 febbraio 2016 –

Un nuovo storno di prodotto da parte della Cina lo scorso mercoledi ha dato intonazione negativa al mercato che già di suo scontava il rialzo dell’Euro conseguente all’arretramento del dollaro. Turbamenti che hanno prodotti i seguenti risultati:

Mercoledì 3 febbraio 2016

Semi : marzo 876,60 (-9,4) maggio 879,60 (-9)

Farina : marzo 270,10 (-4,5) maggio 272,00 (-4,5)

Olio : marzo 30,98 (+0,19) maggio 31,20 (+0,20)

Corn : marzo 371,00 (-1,4) maggio 376,00 (-1,4)

Grano marzo 480,00 (+4,6) maggio 483,60 (+3,6) luglio 488,20 (+3,0) dicembre 510,00 (2,6)

La considerazione che ne deriva è ancora la medesima da alcuni mesi: non c’è spazio per ulteriori e significativi arretramenti di prezzi.

Intanto la farina soya per il 2017  ha registrato valori per la tra il 315 e 320€/ton  per a proteica.

Il mercato domestico Situazione invariata da diversi mesi sul fronte dei consumi mentre sta guadagnando spazio la psicosi siccità il che comporta, per i mesi futuri, sensibili segnali di tensione sul fronte maidicolo. Sul prodotto pronto i commenti vengono da soli osservando la rilevazione prezzi sulla piazza di Milano del giorno 02 febbraio dove, su 143 voci quotate, i segni “più” erano solo 9, molti gli invariati, e i segni “meno” erano ben 78.

Bioenergetico. Il settore dovrà affrontare dei momenti di seria difficoltà per il reperimento dei prodotti a base amidacea, specialmente per chi non ha diete alternative. Gli operatori sono alla ricerca di alternative di qualsiasi genere, da cereali scondizionati a cruscami, residui industriali vari e intanto i trinciati e i pastoni stanno riprendendo quota.

MP_3feb16Indicatori internazionali

l’Indice dei noli è sceso a 303 punti, il petrolio è risalito a  32,56 dollari al barile dopo un “viaggetto” breve sotto i 30$ e il cambio si è irrigidito verso 1,10986


Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) –  – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

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