Epidemia Si, Epidemia No. Zika contro meningite

Microcephaly-comparison-500pxZika contro meningite.  Come l’informazione ha trattato le due notizie. Allarmismo globale,

quasi terroristico per Zika e una malattia quasi convenzionale e circoscritta (Toscana) per la meningite. Confrontate numeri e intensità giornalistica e giudicate se non c’è il sospetto di manipolazione e circonvenzione  (di incapaci o sospettati tali)

di Lamberto Colla Parma, 14 febbraio 2016.

Dove sta la verità? 

Allarme mondiale per Zika.  Rischio pandemia e l’OMS che consiglia addirittura l’aborto per le signore sud americane. Una azione preventiva molto forte soprattutto se messa in relazione al  fatto che non vi è certezza del rapporto causa effetto; non è accertato scientificamente che il virus incriminato sia responsabile della microencefalia.

Il mondo intero è però pronto a combattere e i migliori istituti di ricerca  sono stati chiamati a rapporto per trovare il nuovo vaccino. Una mossa un po’ tardiva posto che il virus fu scoperto quasi sessant’anni fa, era il 1947 e isolato due anni dopo.

Per contro, i luminari italiani,  rassicurano sul problemino che si è manifestato nella sola regione toscana: nientepopodimeno che la meningite.

Una cosa di cui non v’é di che preoccuparsi, “nessun pericolo di epidemia” esclamano in coro i medici e i rappresentanti delle istituzioni. Nel frattempo però già 300.000 vaccinazioni sono state fatte e l’obiettivo è di obbligare alla vaccinazione un milione di toscani (vaccini gratuiti sino a 45 anni) per un controvalore di 30 milioni di euro.

Ma continuano a rassicurare, in fondo sono deceduti solo, si fa per dire, due persone nel 2016.

Solo nel 2016 nella regione interessata, con una localizzazione individuata soprattutto lungo la valle dell’Arno, i casi di meningite sono stati 12, di cui 10 da meningococco C. Dal 2015, nel complesso, si sono verificati 50 casi e 9 sono state le morti.

Intanto, di recente, tra le persone colpite dal meningoccoco C c’è anche chi ha avuto progressivi miglioramenti, come i ragazzi ricoverati di recente nel Fiorentino, una ventiduenne americana e un ventitreenne di Bagno a Ripoli, che tra l’altro era stato già vaccinato nel 2008.

Lungi quindi dal pensare a qualsiasi rischio di epidemia, dicono le fonti autorevoli di informazione riportando le opinioni di chi se ne intende.

Tornando invece all’allarme mondiale causato da Zika, a tutt’oggi, non si registrano decessi a livello continentale, solo sporadici casi di persone infettate di rientro da paesi sudamericani e solo nove malati in Italia. I primi tre morti sono stati registrati in Brasile pochi giorni fa ai quali si sono aggiunti altrettanti in Venezuela.

Il confronto, al di là dei dei freddi numeri,  è inquietante soprattutto se messi in relazione alle dimensioni territoriali che si contrappongono e al battage informatico che sta dietro ai due fenomeni.

Da profano posso considerare che non comprendo la ragione di tanto accanimento terroristico sul virus Zika soprattutto se contrapposto al flebile respiro mediatico riservato al ben più esplosivo rischio meningite, per ora, allocato nella vicina toscana ma che in tempi recenti aveva già colpito in Veneto e in Sicilia.

A chi giova distribuire il terrore sul primo fenomeno, statisticamente irrilevante, e soffocare invece un più chiaro segnale epidemiologico così pericolosamente localizzato?

Vero é che le temperature sono alte, in questo strano inverno, ma la stagione delle zanzare è ancora relativamente lontana e c’è tutto il tempo per avviare una buona prevenzione intervenendo, da subito sulle prime larve (in genere a marzo), inibendo quindi il processo di moltiplicazione della zanzara, il  vettore principale del virus Zika.

Informazione manipolata al servizio dei soliti noti.

Cresce perciò il sospetto che l’informazione ufficiale, quella rappresentata dalle reti televisive, istituzionali  e commerciali, e i quotidiani a diffusione nazionale, siano sottoposte al controllo diretto o indiretto, dei medesimo burattinai.

Marchi_alim_OxfameQuei pochi che riescono a far muovere volumi finanziari immensi, capaci di mettere in crisi le borse di tutto il mondo. Quei pochi che hanno in mano la stragrande maggioranza dei marchi alimentari, quei pochi che stanno riuscendo nell’obiettivo di annientare le politiche nazionali sostituendo un governo globale costituito dai detentori della finanza. Quei pochi che, con la complicità dei politici arruolati, per mezzo dei trattati internazionali si sostituiscono ai governi nazionali inibendo i loro poteri, ceduti ad agenzie internazionali e finanziarie.

David Rockefeller, nel giugno del 1991, durante l’incontro del gruppo Bilderberg a Baden Baden, pare avesse così sintetizzato l’obiettivo dei potenti della terra: “una sovranità sovranazionale esercitata da una èlite intellettuale e da banchieri mondiali è senza dubbio da preferirsi senza esitazioni alla tradizionale autodeterminazione delle nazioni.”

A ben osservare quanto sta accadendo in Europa e nella nostra cara Penisola, sembra confermare il successo di questa loro strategia.

Il loro potere si è così finemente infiltrato nella società civile che ormai è difficile liberarsi da questo “tenero abbraccio mortale”.

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(Foto di copertina: Comparazione di un cranio normale con uno microcefalico. U.S. Centers for Disease Control and Prevention

Foto interna: infografica Oxfame – concentrazione dei marchi alimentari

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