Cereali e dintorni. Mercato in crescita. I fondi non mollano.

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Prosegue la corsa in salita dei prezzi delle materie prime. Ancora con il segno positivo le materie prime in attesa dei dati USDA di domani.    

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 9 maggio 2016 –

Anche venerdì sera il mercato ha chiuso in territorio positivo:

Semi : mag 1026,20 (+22,6) lug 1034,60 (+22,4) ag 1037 (+22,2)

Farina : mag 341,20 (+6,2) lug 342,80 (+6) ag 341,10 (+6,6)

Corn : mag 376,00 (+4,2) lug 377,40 (+3,6) sett 379,40 (+3,6)

Grano mag 453,20 (+0,20) lug 463,60 (+0,4) sett 474,40 (+1,2) dic 492,00 (+1,4)

Insomma i fondi non “mollano” e domani l’atteso e forse fondamentale pubblicazione  dei dati USDA che oltre ai soliti Stock darà dati sulla campagna 2016/2017. 

Varie e dissonanti le previsioni che circolano tra gli addetti ai lavori con “forchette” troppo ampie per essere prese in considerazione a conferma della difficoltà di interpretazione dei mercati attuali. le voci che si rincorrono contribuiscono ancor più a creare un clima di preoccupata incertezza.

In territorio domestico, la segnalazione principale riguarda nuovamente la tendenza del mais al rialzo e l’effetto di  trascinamento indiretto dei valori degli altri cereali.

Settore bioenergetico – Per il settore bioenergetico gli orizzonti si oscurano sul breve medio termine in previsione  dell’arrivo della nuova campagna maidicola che si presume avrà prezzi più  sostenuti. Alcuni operatori stanno correndo ai ripari con contratti di sansa d’oliva denocciolata, fondi di caffè, semola umida, pule e farinacci di riso e crusche. Quest’ultime non sono sui loro minimi in quanto i mulini lavorano a scarto ridotto  e la tendenza prevista non contempla, nel breve periodo, riduzioni di prezzi. Alcuni biodigestori si sono agiati con acquisti di mais in granella base contratto 103, vista ormai l’inutile caccia al mais tossinato. I venditori di farine e farinette di mais per questo settore si stanno allineando nei prezzi di vendita tra i 170 e 180 euro tonnellata.

Indicatori internazionali 09 maggio 2016
l’Indice dei noli è sceso a 631 punti, il petrolio ancora attorno a 45,6 $ e l’indice di cambio  è  sceso a 1,13910

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Mario Boggini
– esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

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