Pastificio Andalini, 60 e non dimostrarli

Stefano Venturi, Simona Andalini, Piero Lodi, Massimo Andalini

Stefano Venturi, Simona Andalini, Piero Lodi, Massimo Andalini

Andalini entra nella toponomastica della città di Cento.

La strada dove sorge il Pastificio sarà intitolata al fondatore Arrigo Andalini. Una storia di tenacia e legame con il territorio mai venuta meno.

di Lamberto Colla, Cento 22 maggio 2016 –

Il Pastificio Andalini compie 60 anni e guarda al futuro con ottimismo, forte della crescita in fatturato (+5% sia in Italia sia all’estero) che è riuscito a ottenere anche in periodo di crisi.

Forza, tenacia e legame al territorio d’origine sono i fattori che hanno da sempre accompagnato la storia del pastificio giunto alla terza generazione familiare. Ogni momento di passaggio ha segnato un cambiamento positivo interpretando con abilità e intuizione le condizioni socio economiche e i potenziali di sviluppo che le diverse epoche potevano offrire.

Nasce in una piccola bottega artigianale e nel 1956 si trasforma in industria, acquista un pastificio pugliese (La Sovrana di Canosa di Puglia) e lo ristruttura, infine si trasforma in Spa e lancia il nuovo brand image e in un battibaleno compie 60 anni di storia.

Una storia di successo industriale ma, come ha sottolineato il Sindaco Piero Lodi durante la conferenza stampa indetta per il 60° anniversario dell’azienda, condotta a livello familiare, non solo perché saldamente in mano alla famiglia Andalini ma perché la familiarità è stata estesa ai collaboratori, dipendenti, ai fornitori e ai clienti con i quali hanno instaurato rapporti di profonda fiducia.

Lodi-Andalini

Fiducia, rispetto e sostegno al territorio mai venuto meno e che la amministrazione comunale di Cento ha voluto premiare con l’intitolazione della strada dove sorge lo stabilimento al fondatore Arrigo Andalini. “Ricorre oggi – rimarca il Sindaco Lodi – il quarto anniversario del terremoto e alla richiesta di un aiuto per sostenere l’emergenza Andalini ha risposto prontamente addirittura con  un camion di pasta. Ma al campanello di Andalini hanno suonato anche le associazioni di volontari e del terzo settore ricevendo sempre una risposta affermativa”.

A ripercorrere la storia dell’azienda è stato Massimo Andalini ricordando quel 1956 quando la voglia di intraprendere, tipica di questo angolo d’emilia che ha dato i natali alla VM Motori, a Fava, alla Lamborghini e alla Ferrari, e l’esperienza maturata nel pastificio Barbieri, i genitori decisero di aprire la prima bottega artigianale inaugurando il Pastificio Andalini e Aleotti, che produceva solo pasta fresca, al quale nel 1962, seguì un piccolo stabilimento per la pasta secca. Ma cinque anni dopo, la ricerca dell’innovazione legata alla tradizione del territorio sviluppa l’assortimento della pasta introducendo anche la “Pasta con spinaci”, “I maccheroni al torchio” e “le tagliatelle al vassoio”.

Nel 1981 il primo passaggio generazionale quando Arrigo passa la mano a Massimo che nel 1992 trasforma il Pastificio Andalini Massimo e C. in Pastificio Andalini srl e la costruzione di un nuovo e moderno stabilimento. All’inizio del nuovo millennio, il 2001, la famiglia industriale si arricchisce con l’acquisizione del pastificio La Sovrana di Canosa di Puglia, per la produzione di paste speciali di semola, collocata proprio nel Granaio d’Italia.

La crescita prosegue e con l’export arrivano anche tutta una serie di qualificanti certificazioni. Nel 2010 è Simona Andalini a prendere le redini dell’azienda (nominata AD) e già nel 2012 conduce in porto la ristrutturazione de “La Sovrana” e l’anno seguente il passaggio in Spa al quale fa seguito, nel 2014, il lancio della nuova Brand Image e del restyling del packaging (2014).

Ed oggi fanno sessanta anni. Un traguardo  che sarà celebrato con un evento, un libro celebrativo e “tanto social marketing”.

Una storia di tre generazioni che per  l’occasione vedrà riunire sabato 28 maggio tutti i collaboratori, dipendenti, fornitori, partner e clienti italiani ed esteri in una serata conviviale, con la creazione di un “logo celebrativo ad hoc – spiega Stefano Venturi, direttore commerciale e marketing del pastificio. – che si concluderà Domenica 29 maggio con una visita guidata alla città di Cento e alle valli di Comacchio, per sottolineare come la nostra impresa, collocata nel crocevia di tre province, sia fortemente legata ai valori del territorio”.

Simona-AndaliniA Simona Andalini il compito di leggere la lettera trasmessa dal Direttore della Camera di Commercio, Paolo Giannattasio, nella quale esprime l’orgoglio della camera di commercio “per quello che avete fatto, dei segni che avete lasciato in questi 60 anni di vita e dei tanti anni  che lascerete nei prossimi anni convinto, che le preoccupazioni e le profonde incertezze del tempo che stiamo vivendo, noi possiamo contrapporre le più grandi certezze, quelle che ci derivano dal vostro esempio, avanguardia di quel talento imprenditoriale che rappresenta una componente decisiva del patrimonio e del capitale umano e di capacità direttiva su cui ha potuto e deve poter contare la nostra provincia attesa da nuove prove e nuove sfide. Vi abbraccio e vi ringrazio per quel che avete fatto, che farete e che continuerete a fare.

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