Cereali e dintorni. Torna la volatilità su soia e semi.

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La settimana si è riaperta nel segno della volatilità.

Continuano i problemi connessi alla logistica e la campagna del mais si avvia a chiudersi a cavallo della soglia dei 200€/tonnellata.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 26 maggio 2016 –

Il mercato è alla ricerca di un  nuovo assestamento e perciò ha mostrato, in apertura di settimana, segni di volatilità. Lunedì la seduta ha chiuso in ribasso per il comparto soya e martedi, durante quasi tutta la giornata, il mercato telematico per il comparto è stato negativo poi, a mercato aperto, si sono registrate oscillazioni da -15 a + 11 per il seme, e da -9 a + 7 per la farina con chiusura a:

Semi: lug 1054,60 (-3,6) ag 1053,00 (-4,6) nov 1029,20 (-7)

Farina: lug 388,90 (+1,2) ag 376,40 (-1,1) dic 361,70 (-2,9)

Corn  lug 397,40 (-0,20) sett 400,00 (+0,20)

Grano: lug 464,00 (+2) sett 475,00 (+2) dic 493,20 (+2,2)

Se ne deduce che i fondi di investimento hanno operato una strenua difesa degli investimenti realizzati nelle scorse settimane.

Il Mercato domestico  Persistono le preoccupazioni relativamente a questa progressione positiva, che dura ormai da 30 sessioni, della farina di soia e dei proteici. Per i cereali è da segnalare il rincaro del mais dovuti in parte anche problemi di natura logistica. Se si aggiunge la previsione di minori raccolti la tendenza ai rincari non si esclude che possa trasferirsi anche al frumento e all’orzo.

Il mercato interno continua a essere fiacco e i consumi non crescono e gli scambi  sono limitati.

Per il settore bioenergetico si segnala la continua rincorsa ai sottoprodotti per sopperire alla mancanza di mais tossinato sia in granella che in farina al quale si aggiunge che i cruscami restano su prezzi piuttosto elevati in forza del fatto che  l’industria molitoria lavora “sotto tono”. Sembra sempre più  probabile che, salvo eventi meteo che possano influenzare la qualità del mais, la prossima campagna porterà con sè prezzi maggiorati anche in ragione di una potenziale chiusura dell’attuale sui  200 euro a tonnellata.

Indicatori internazionali 24 maggio 2016
l’Indice dei noli è sceso a 618 punti, il petrolio è risalito a  49 $ e l’indice di cambio  si è  ribassato leggermente 1,11480

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Mario Boggini
– esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

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