Ismea. Il mercato della frutta in Italia

MELA_cibusNegli ultimi mesi il mercato della frutta è stato contraddistinto dai prodotti tipici del periodo autunnale e invernale. In particolare l’offerta nazionale è stata caratterizzata dalla presenza di mele, pere, kiwi, ma anche di susine e uve da tavola.

La produzione europea di mele è stimata in circa 12 milioni di tonnellate con una flessione del 3% rispetto al 2015 (Wapa). Per l’Italia, le stime di Assomela e Cso prevedono un raccolto simile a quello del 2015 (-0,8%), frutto del bilanciamento tra il calo produttivo registrato in Alto Adige (-5,7%), la sostanziale stabilità del Trentino (-0,1%) e le variazioni positive delle altre regioni (+7,7%).

Per quanto concerne le pere, il Cso stima una produzione 2016 di 678 mila tonnellate, in flessione dell’11% rispetto all’anno precedente. A livello di Unione europea il Wapa prevede una flessione del 9% rispetto al 2015.

La produzione nazionale di kiwi è stimata in circa 469mila tonnellate, in flessione del 20% rispetto al livello produttivo record del 2015, che ammontava a 588mila tonnellate (Cso). I frutti dovrebbero raggiungere calibri medio grandi e di conseguenza i listini medi sono attesi in netto rialzo rispetto alla campagna commerciale 2015/2016. Le flessioni produttive riguardano tutte le principali aree e in particolare il Lazio, tornato su livelli simili al 2014, dopo il raccolto record del 2015. Una particolare menzione va fatta alla situazione del Veneto dove gli actidinieti sono flagellati dal problema dell’asfissia radicale.

Per quanto concerne i corsi, il termometro del mercato è dato dall’indice dei prezzi all’origine di Ismea ed è utile per tracciare un quadro dell’andamento di mercato del paniere di prodotti ortofrutticoli. A partire dallo scorso maggio, l’indice indica una ripresa delle quotazioni rispetto ai due anni precedenti.

La tendenza positiva degli ultimi mesi è da ricondurre prevalentemente al buon esordio del kiwi Hayward e alle quotazioni di uve da tavola e di alcune varietà di mele e pere che hanno registrato prezzi all’origine nettamente superiori al 2015.

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