Ormai ci siamo. Il cappio verrà stretto al collo.

MEF-XX-settembre-Ministero-economiaSospesi tra il rischio di una “Amministrazione di Sostegno” e l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Nell’incertezza,

pur di scongiurare il commissariamento UE, Padoan e Gentiloni potrebbero decidere per l’aumento delle accise, delle sigarette e un ritocchino all’IVA potrebbe essere comunque plausibile.

di Lamberto Colla Parma 05 febbraio 2017

“Cuor di leone” Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e Finanze, si dice molto preoccupato nel caso dovesse essere avviata una procedura di infrazione  nei confronti dell’Italia da parte dell’UE.

3,4 miliardi (0,2% del Pil) è la quota da recuperare per rientrare entro i parametri di bilancio europei e, posto che è stato raschiato il barile ma non i conti pubblici, ecco che anche questa, seppur minima, dotazione di euro risulta difficile da recuperare.

Entro il 1 febbraio l’Italia avrebbe dovuto rispondere alla Commissione UE circa la copertura di tale scostamento economico e così, diligentemente, è stato fatto ma con una letterina all’acqua di rosa che di fatto rinvia la risposta al 13 di febbraio.

Una “non risposta” che non è stata gradita dagli UEmanoidi di Bruxelles i quali potrebbe fare scattare una sorta di “amministrazione di sostegno” per i nostri vertici istituzionali.

Il commissariamento Ue sarebbe uno smacco enorme per il “Conte” & C. e così, l’unica soluzione che troveranno, dopo avere colpevolizzato l’UE, sarà quella di fare scattare le clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell’IVA.

Una soluzione che mortificherà ancor più i consumi interni deprimendo l’economia invece di incentivarla attraverso politiche favorevoli al lavoro e perciò introducendo agevolazioni fiscali e non inasprimenti.

Invece, pur di scongiurare la procedura di infrazione, che andrebbe a gravare sul monte degli interessi passivi, a via XX Settembre potrebbero pensare di aumentare le accise (anche se Renzi le aveva inibite con l’intento di ridurle), l’aumento delle sigarette senza escludere qualche ritocco alle aliquote IVA.

Tutto il contrario di quello che sarebbe necessario a una ripresa economica che, una volta innescata, garantirebbe anche un maggior gettito fiscale. Niente di tutto ciò e  così anche le ultime Piccole e Medie imprese in salute  appenderanno il cartello “Saldi” spianando definitivamente la strada alla conquista “barbara”.

Questo è il risultato per non aver affrontato la crisi sin dalle origini del 2008. E così, Francia e Germania sono venute a fare spesa a buon mercato delle imprese italiane, l’India invece dei nostri marchi di prestigio (uno per tutti “Pininfarina” acquistata da Mahindra) e a noi non resta che ciucciare l’osso.

  

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