Amburgo. Spray al peperoncino e rischio di sterminio. Ma va là…

Balle spaziale! Ormai i cittadini sono considerati degli acerebrati che si bevono qualsiasi cosa passi la stampa. L’ennesima conferma proviene da Amburgo e dalla risoluzione del caso dell’intossicazione da spray al peperoncino.

di Lamberto Colla Parma 19 febbraio 2017

“Amburgo, riaperto aeroporto: 68 persone intossicate da spray urticante. “No attentato”. (La Repubblica.it)

Era il 12 febbraio scorso quando le agenzie di stampa lanciarano un allarme  per un presunto attacco terroristico all’aeroporto di Amburgo. 68 persone intossicate, sospensione dei voli e evacuazione dell’aeroporto. Poi più nulla per diverse ore. Il silenzio su tutti i canali. Della notizia diffusa dal quotidiano tedesco Die Welt non si seppe  più nulla sino a quando, finalmente, arrivò la rassicurante conferma che la causa era stata individuata in una bomboletta di spray urticante rintracciata in un cestino, probabilmente deposta da un passeggero in partenza.

“Una capsula di spray al peperoncino, o di un qualcosa di simile, è stata trovata in un cestino”. Lo riferiscono in conferenza stampa i vigili del fuoco, ipotizzando che potrebbe essere stato questo “gas irritante” a provocare “l’intossicazione di 68 persone” nell’aeroporto di Amburgo, in Germania, in seguito allo sprigionamento della sostanza negli impianti di climatizzazione. I vigili del fuoco però escludono che si sia trattato di “un attacco terroristico”. (Il Fatto Quotidiano)

Silenzio. Nessun approfondimento, nessun dibattito e nessun pseudo intenditore di spray urticante chiamato a dare la propria versione.

Risolto il caso in poche ore e finalmente si può tornare a guardare la Barbara D’Urso e i drammi di casa “Villa” indignati per una commemorazione mancata a 30 anni dalla scomparsa del “reuccio” e tutti a cantare con la “Scimmia” che aveva vinto il festival di Sanremo la notte precedente.

E da lunedì si è tornati a parlare e ascoltare di tematiche serie e avvincenti come il dibattito interno al PD, che potrebbe addirittura portare alla scissione del partito, o a tenere il conto delle assicurazioni donate alla Sindaca Raggi, posto che le “Rose” a San Valentino” erano andate a ruba.

Ma ci rendiamo conto in quale betoniera di cemento stiamo vivendo?

Possibile che si debba credere che una bomboletta lasciata in un cestino possa avere intossicato quasi un centinaio di persone? E come avrebbe potuto dal cestino muoversi verso l’impianto di condizionamento per diffondere il gas urticante? Qualcuno avrebbe comunque dovuto tener premuto il tappo diffusore premuto sino all’esaurimento del contenuto. E di quanti ettolitri era riempita questa “bombolona” per riempire i volumi di un aeroporto?

Meglio non pensarci! Torniamo guardare i bei varietà e non pensiamo alla nostra gioventù bruciata che si lancia dall’auto in corsa del papà o si  butta dal balcone per pochi grammi di hashish. Non pensiamo alle povertà assoluta che sta allargandosi a macchia d’olio. La ripresa è ormai prossima, abbiamo guadagnato lo 0,9% di PIL, ben oltre le previsioni del Governo.

Continuiamo a tenere la testa sotto la sabbia?

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