Cereali e dintorni. Mercati stabili ma con qualche fattore di incertezza sopratutto sul domestico.

Il mercato è in una fase, tutto sommato, stazionaria e i dati di base sono positivi così come lo sono le previsioni meteo. Ciononostante i fondi continuano a tenere le loro posizioni: sempre rialzisti sul comparto soia, mentre al ribasso sui cereali.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 14 marzo 2017

In linea generale o meglio stante la situazione degli indicatori, il mercato potrebbe scendere ma i padroni del gioco sono difficilmente interpretabili nelle loro rapide azioni alla breve portata di un click.

Sul mercato interno continua a regnare la calma, anche se segnali di attività cominciano a manifestarsi. Il seme di soia nazionale è relativamente caro e il mercato ancora poco liquido mentre per i grandi arrivi dall’estero occorre attendere il mese di  maggio. I cereali sono fermi-tenuti, ma cominciano a manifestarsi le preoccupazioni legate alla campagna maidicola per la scarsità d’acqua che si prevede.

Il grano di base è sempre più ricercato mentre è ben offerto quello di qualità, l’orzo è in fase di stasi ma potrebbe anche iniziare una fase arretramento dei listini.  Riguardo ai proteici è da segnalare che il delta di prezzo fra soya geneticamente modificata e convenzionale 44% è ormai prossimo ai 70 euro alla tonnellata.

Per quanto riguarda le normali farine di soia,  ormai da mesi il differenziale dei prezzi tra Ravenna e quelli di Venezia sono significativi e dell’ordine tra i 5 e i 10 euro ton. Non vi è abbondanza di merce sul mercato.

I sottoprodotti sono fermi-tenuti. Le crusche hanno pressoché finito di scendere e si presume che presto torneranno a rincarare.

In generale la dipendenza dall’estero del mercato domestico è sempre più marcata e questo potrebbe generare qualche problema a alcune filiera DOP.

Il settore delle bioenergie è in fermento per gli approvvigionamenti, stante il fatto che le trincee cominciano a svuotarsi.

Indicatori internazionali 14 marzo 2017
l’Indice dei noli è risalito nuovamente a 1099 punti, il petrolio è attorno a 48,00$/bar e l’indice di cambio segna 1,06397.

(resta sempre informato sull’argomento consultando la nostra sezione Agroalimentare)

 

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

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