Politica arroccata e autoreferenziale.

E chi l’avrebbe mai pensato che il Governo Gentiloni potesse così rapidamente “virare”

a sinistra sotto la semplice minaccia di un altro referendum, quello sui voucher indetto dalla CGIL. Così, nel giro di 24 ore, i voucher sono diventati brutti e cattivi per tutti e non solo per coloro che ne hanno abusato, ovviamente; grandi imprese e sindacati (fonte INPS). … e della legge Severino che diciamo?

di Lamberto Colla Parma 19 marzo 2017

Un colpo di spugna e via. In quattro e quattr’otto la minaccia di un nuovo referendum ha fatto decidere per la soluzione più drastica e più apprezzata dalla CGIL. Una svolta a  sinistra come non si vedeva da anni da parte del PD pur di scongiurare un nuovo e devastante referendum.

I Voucher saranno totalmente eliminati dal 2018!

I grandi utilizzatori, almeno a giudicare dai dati dell’INPS, erano le grandi aziende e i sindacati e questi ultimi, nel 2016, avevano il più alto numero di voucher per lavoratore.

Senza ombra di dubbio vi era un abuso, anche da parte degli stessi sindacati a quanto pare, dello strumento ma al tempo stesso era un’ottima occasione per le famiglie che necessitavano di una collaboratrice domestica, per le imprese agricole così condizionate dalla stagionalità e dalle emergenze,  per le micro imprese sempre così tirate tra carichi di lavoro “liquidi” e troppo costi organizzativi, per non parlare dei ristoratori.

E invece per l’abuso di pochi e “grandi” a rimetterci sono sempre i piccoli e indifesi, quelli che non pesano sullo Stato ma dal quale lo Stato preleva.

Non sembra infatti che l’arbitrario utilizzo dei Voucher sia stato in qualche modo punito, mentre indirettamente saranno puniti tutti i veri e corretti fruitori dello strumento di pagamento a chiamata. 

Ma quello che sorprende è la rapidità della decisione. La minaccia concreta di un referendum sui voucher già calendariato per il prossimo 28 aprile non era salutare per l’economia del PD e della sinistra in genere, fuoriusciti e correnti interne compresi, che di colpo la Camusso ha  portato a ragionare. Così invece di spremere le meningi e lasciare aperta l’opportunità alle famiglie e alle micro-imprese, magari senza dipendenti, pur di non subire la rappresaglia del potente sindacato, la proposta dell’Onorevole Patrizia Maestri,è stata totalmente e rapidamente accolta. Non ce n’é più per nessuno. I voucher andranno a esaurimento a fine anno e ora si scatenerà la corsa a acquistare gli ultimi ticket disponibili.

Ancora una volta la politica ha dato dimostrazione della sua inconsistenza e della lontananza dai veri problemi della società. Mentre l’ISTAT confermava un calo industriale del 2,3% (Gennaio su Dicembre) e certificava un’arrembante povertà, raddoppiata dal 2005 al 2015 (da 2,3 milioni a 4,6 milioni di poveri assoluti), la politica si arrocca su nuove promesse, che aggredirà (come?) il mercato del lavoro, ma in realtà prende tempo per lavorare alle prossime elezioni senza il rischio di doversi contare prima  sui risultati di un’altra trappola  referendaria.

Per le persone normali lo stato di disagio della nostra società è visibile e palpabile quotidianamente e non hanno bisogno delle statistiche. Basta relazionarsi con i professionisti, gli artigiani, i piccoli commercianti, i ristoratori e i titolari di piccole e medie imprese per comprendere la reale difficoltà in cui versano, la negatività imperante e le speranze di un futuro migliore tenute accese dal fuoco di una candela.

Tutto questo sembra essere invisibile alla politica. Troppo impegnata a conservare sé stessa e a fare la conta degli inquisiti o degli arrestati da rinfacciare agli avversari per impegnarsi a  trovare soluzioni a favore della gente del proprio Paese.

Infine che dire della legge Severino, valida per Berlusconi ,  che nel 2013 ha dovuto abbandonare il campo, e non per Minzolini.. All’epoca Pietro Ichino così si espresse: “L’atto di applicazione della legge Severino contro la corruzione negli organi legislativi e amministrativi, compiuto oggi dal Senato, contribuisce a ridare al nostro Paese almeno in parte, agli occhi della comunità internazionale, una credibilità come Stato di diritto”.

Oggi lo Stato di diritto dov’é? Arroccato!

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