La tortura! Moriremo sani e infelici.

Scena di COCOON

La nuova frontiera del “senza” sta per raggiungere l’apice della teorizzazione. Ormai ci siamo, vivremo a lungo infelici e poveri.

Anche le statistiche lo confermano, siamo al 48esimo posto per felicità ma al primo per longevità e salute. COCOON è qui.

di Lamberto Colla Parma 26 marzo 2017

Biologico, vegetariano, vegano, senza olio di palma, senza glutine, senza lieviti e chi più ne ha più ne metta. Dalla Nutraceutica alla dieta Lemme per passare dagli effetti “miracolosi” del Danacol è un susseguirsi di informazioni tutte orientate al miglioramento della salute. Tra fake e verità il consumatore tende a seguire i messaggi che più gli aggradano ma che spesso non sono, per usare un eufemismo, i più corretti.

Fatto sta che, sino a quando non verrà soppiantata dalla valanga di informazioni devianti, la dieta mediterranea si sta rivelando il nostro COCOON.

Stando infatti alla classifica stilata da Bloomberg, l’Italia svetta al primo posto, tra i 163 paesi presi in esame,  per qualità e durata della vita.

Un po’ a sorpresa il Bel Paese, nonostante tutto, si aggiudica il titolo di nazione più sana, con il ragguardevole punteggio di 93,11 su cento, risultante dalle diverse variabili considerate quali:.  aspettativa di vita, cause di morte, rischi per la salute come pressione alta, consumo di tabacco, disponibilità di acqua pulita e rischio di malnutrizione.

Un primato che contrasta enormemente con il vissuto reale, con l’arrembante povertà (raddoppiata negli ultimi 10 anni) che sembra ben poco interessare i nostri politici salvo evocarla come target primario durante i loro comizi e interventi televisivi.

Tant’è che, nonostante siano stati scalati due posti, l’Italia è al 48esimo posto in quanto a tasso di Felicità che vede invece primeggiare la Norvegia avendo scavalcato la Danimarca che arretra al secondo posto.

“I Paesi felici sono quelli che hanno un bilancio positivo tra prosperità, come viene misurata convenzionalmente, e capitale sociale cioè il livello di fiducia nella società e nel governo e il livello di diseguaglianze“, ha concluso il direttore del Sustainable development solutions network, l’agenzia dell’Onu che ha pubblicato il rapporto.

Come potremmo mai primeggiare, o quantomeno migliorare la nostra posizione, stante la situazione politica del nostro Paese e la continua e rapida erosione delle risorse destinate al welfare?

Colpa della crisi ma sopratutto di Governi pasticcioni, che come l’ultimo è riuscito a coprirsi di ridicolo anche sulla vicenda voucher, mettendo in tilt i “cervelloni” dell’INPS, abrogando da un giorno all’altro e senza gli adeguati accorgimenti, una disposizione che riguardava solo l’1% del mercato del lavoro.

… O forse è stata colpa del VENERDI’ 17 giorno,  dell’abrogazione dei voucher?

In tutti modi, molto probabilmente, moriremo sani e infelici.

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