Per fortuna che c’è il PO. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale presenta i dati  d’irrigazione 2017.

Per fortuna che c’è il PO. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale presenta i dati  d’irrigazione 2017.

Presentato il rapporto sulla stagione irrigua 2017. 220 milioni di metri cubi di acqua derivata a favore dell’agricoltura di pregio. Stimati dal  Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale oltre 55 milioni di euro di valore economico generato su 30mila ettari serviti.

di Lamberto Colla Reggio Nell’Emilia 16 ottobre 2017 – C’è una nota di soddisfazione nel discorso di apertura del Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Franco Zambelli, circa la campagna irrigua che si è da poco conclusa.

“E’ stata una estate molto difficile, sottolinea Franco Zambelli, e ciononostante il 90% del nostro comprensorio è stato soddisfatto.”

Un bacino che ha risposto molto bene alle sollecitazioni di questo lungo periodo estivo, preceduto da un inverno molto mite. Anche l’area interessata dal Secchia, che peraltro è il secondo fiume dell’Emilia Romagna, ha risposto egregiamente alle richieste di servizio, mentre le problematiche maggiori derivano dal fiume Enza che, avendo un bacino molto piccolo, è il corso d’acqua che soffre pesantemente i frequenti periodi di siccità. Ormai è giunto il momento, secondo il Commissario, di accelerare la ricerca di una soluzione e che il Tavolo tecnico, istituito dalla Regione, possa far scaturire in tempi brevi una “proposta pragmatica”.

“Un’estate molto impegnativa, seconda solo a quella del 2003, rimarca Domenico Turazza, direttore generale del Consorzio. Il nostro sistema irriguo, che rapidamente vi riassumo, è una grande rete irrigua collettiva, che copre un comprensorio irriguo di circa 120.000 ettari sul quale si realizzano produzioni agricole di particolare pregio, Parmigiano Reggiano, Lambrusco e Pere ad esempio. E’ una rete composta da circa 2500 km di canale, 70 impianti di sollevamento e una decina di pozzi. A tutto questo aggiungiamo il depuratore di Mancasale (depuratore al servizio della città di Reggio Emilia), progetto unico in Italia, che affina ulteriormente l’acqua e la rende compatibile con l’irrigazione.  Tutto questo insieme di opere è gestito da 140 operai, 15 tecnici e 6 operatori di call center.”

Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale in pratica governa tutta la pianura reggiana, ad esclusione della piccola area di Fogliano, a differenza degli enti analoghi di Piacenza, Parma e Modena che servono aree irrigue molto meno significative.  “La piovosità, prosegue Turazzi,  come si vede dal grafico, nel corso del 2017 è rimasta per due – tre mesi nella media, mentre per i restanti mesi è scesa sotto la media, del periodo considerato 2011-2017.”

Una criticità, come hanno più volte sottolineato i due dirigenti del Consorzio, seconda solo all’annata 2003 che ha comportato un maggior onere di spesa di circa 1 milione di euro, dei quali 750mila assorbiti dall’energia, 70.000 per la ripresa dei fontanili e 80.000 euro per interventi tecnici derivanti dagli 84 momenti di avaria degli impianti. Un impegno straordinario che ha visto derivare ben 228 milioni di metri cubi d’acqua necessari per irrigare i circa 30.000 ettari di terreno dando soddisfazione a ben 22.000 richieste di irrigazioni.

Ad esclusione della Val d’Enza, quindi, tutte le richieste irrigue sono state soddisfatte. 

La Val d’Enza è perciò il punto di maggiore debolezza. “Quest’anno, continua Turazza, è l’anno del non ritorno per la Val D’Enza. Una carenza idrica senza precedenti in epoca recente, superiore anche al 2003”. Il derivato dall’Enza, secondo i dati forniti dal Consorzio sono stati pari alla metà sulla media degli ultimi anni, al punto tale che una determina ARPE ha disposto la sospensione della derivazione, sin dal 24 giugno, per rispetto dmv (deflusso minimo vitale – per la sopravvivenza ittica ndr) e, prima volta in 70 anni, e la sospensione della derivazione il 30 luglio.

Una situazione che si trascina da molti anni che impone la messa in cantiere di rimedi nel breve e nel medio-lungo periodo per il quale il Consorzio di Bonifica, in quanto organismo tecnico specializzato, si è fatto portavoce proponendo di realizzare piccoli invasi da 250.000 mc, entro il 2020, a San Polo e Canossa utilizzando i finanziamenti del Piano di Sviluppo rurale e di tre pozzi a San Polo, Montecchio e Cavriago entro il 2019.

Nel medio-lungo periodo invece è ormai indispensabile pensare a un “Invaso di dimensioni significative, conclude Turazzi, lungo il corso dell’Enza, i cui tempi di realizzazione, ragionevolmente non potranno risultare inferiori ai 10 anni”.

In conclusione, all’ingegner Paola Zanetti, coadiuvata dal dottor Aronne Ruffini, il compito di entrare nel dettaglio dei dati e dei grafici elaborati dalla struttura tecnica del Consorzio.

 

 

In calce all’illustrazione, su sollecitazione di alcuni giornalisti, il Commissario Franco Zambelli, ha informato dei tempi e delle modalità che porteranno alle elezioni degli organi e conseguentemente alla conclusione del periodo di commissariamento. “Questa estate- conclude il Commissario –  ho provveduto a divulgare il nuovo regolamento elettivo; un regolamento molto severo, nel tentativo di non ripetere quelle smagliature evidenziate nel dicembre 2015 e, salvo che venga accordato dalla Regione un prolungamento del periodo di esercizio commissariale di ulteriori 45 giorni, ho indetto le elezioni tra l’8 e il 14 gennaio 2018, il primo periodo utile, compatibile con le procedure tecniche necessarie.”