Manovre elettorali

Manovre elettorali

Una manovra finanziaria 2018, oggi legge di stabilità, tutta rose e fiori per il Governo e non di trabocchetti e “prelievi” per i commentatori economici. La longevità è un punto debole di questa e delle prossime manovre.   

di Lamberto Colla Parma 22 ottobre 2017

La “finanziaria” è stata licenziata con toni trionfalistici del tipo “non è lacrime e sangue” oppure “non c’è aumento delle tasse”– I vari rappresentanti governativi pronti a sottolineare gli aspetti positivi come il lavoro giovanile e gli sgravi fiscali per le assunzioni o le regolarizzazioni di contratti a termine o nel pubblico impiego dove la Ministra Maria Anna Madia annuncia un nuovo aumento di 85 euro che va ad aggiungersi agli 80 del bonus di Renzi”.

Dopo l’approvazione della legge elettorale sembra che tutti si siano svegliati di soprassalto!  Ognuno vuol dire la sua e accaparrarsi un merito di una qualche riga di “finanziaria” piuttosto che annunciare come sarà bella l’Italia con loro al Governo nell’imminente futuro.

Trascorrono le ore, i giorni e nonostante il testo della legge di stabilità 2018 non sia ancora disponibile, iniziano a trapelare indiscrezioni che, guarda caso, smorzano gli entusiastici annunci governativi.

Le “povere” banche avranno anche loro un interessante obolo che pagheranno tutti, indistintamente poveri e ricchi. Il pagamento elettronico diventa obbligatorio anche per i micro importi.

I pensionati dovranno così comprare la micca di pane quotidiana e le due uova settimanali attraverso una semplice transazione elettronica e molti di loro saranno così disincentivati dal trascorrere una giornata intera nella sala di attesa dell’ufficio postale per ritirare la pensione “Brevi manu” con tutti i rischi connessi, come quello di essere rapinati.

No, però le tasse non le hanno aumentate.

Solo una mini patrimoniale, sulle polizze vita a capitale garantito, giusto per non perdere il vizio e tenersi in allenamento per quando la BCE smantellerà il QE (Quantitatve Easing) e gli interessi torneranno a  correre parimenti della crescita dello spread e il debito pubblico s’innalzerà posto che nel frattempo , nessuna misura di controllo della spesa è stata messa in campo e di spending review si è solo parlato a vanvera.

E alla vigilia delle elezioni  meglio non parlarne più.

Meglio inventarsi delle scommesse sul futuro innalzamento del PIL (1,5%), in grado da assorbire i maggiori oneri e poi, se ciò non dovesse accadere, una colpa ai governi precedenti o alla sfortunata congiuntura economica si trova sempre per giustificare la necessità di una manovra correttiva.

In conclusione, qualche regalia elettorale per mantenere il consenso, qualche parola di speranza in più sul consolidamento del trend di crescita del pil e il gioco è fatto.

Resta in sospeso il nodo delle pensioni. Un problema serio che si è tentato di risolvere innalzando il tetto pensionabile, passando dal sistema contributivo a quello retributivo per finire infine nelle fauci della riforma   Fornero, tanto criticata, compreso il Matteo Renzi, ma che ancora resta in piedi e nessuno si azzarda a toccare.

Tantomeno il Ministro Padoan che ama i pensionati come il fumo negli occhi. 

La loro longevità gli fa sballare i conti.

Infatti, dopo aver accusato i sindacati, Camusso in primis,  di «non aver letto la manovra» e ammesso di non avere «la bacchetta magica», il titolare del MEF ha spiegato che l’aumento dell’età pensionabile è dovuto ad «una legge concordata in sede europea che tiene conto dell’aspettativa di vita, un meccanismo che ha a che fare con la demografia».

Si deduce quindi che la soluzione migliore sarebbe di anticipare l’incontro con le anime dei parenti e degli antenati.

Chissà che i pagamenti elettronici siano stati introdotti anche a questo scopo? Aiutare la dipartita a questi pericolosi spacciatori di liquidità nonché complici del sommerso e dell’evasione fiscale. Almeno, avranno pensato a via XX Settembre, se alla fine non vorranno tirare le cuoia, almeno saranno utili portatori sani di introiti per le banche.

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