Una organizzazione aziendale realizzata ad arte

David di Michelangelo

La piramide è la forma geometrica normalmente impiegata per rappresentare il modello gerarchico di una azienda.

Di Guido Zaccarelli -7 novembre 2017 – La base e il vertice esprimono i punti opposti nel quali la dirigenza posta in cima pianifica le attività che devono essere eseguite nei livelli intermedi fino a raggiungere a valle la parte più estrema della piramide.

L’etimologia della parola piramide ci porta indietro nel tempo fino a raggiungere la radice pyr che conduce le persone a vedere in questo termine l’immagine del fuoco, che da una base larga prende forma per raggiungere la sommità della figura geometrica completandosi in pyramis. Percorrendo la strada nel tempo addietro la parola piramide incontra un’altra radice in pyros che significa grano da cui pyramis che significa torta.

Tutto questo appartiene al mondo visibile.

Dentro tutto cambia. Vista dal basso la piramide attira verso l’alto lo sguardo dell’uomo proteso a immaginare l’oltre, ciò che non si vede ma che un giorno potrebbe toccare con mano. Conoscere la radice etimologica di una parola e poterla inserire nel corretto contesto di riferimento, offre alle persone l’opportunità di accedere a diverse aree della conoscenza e facilitare il dialogo e la riflessione tra dimensione interiore e dimensione esteriore e cercare di unire la bellezza percepita della natura con la bellezza invisibile della propria anima. Il grado di relazione che la persona è in grado di instaurare con questi mondi, colloca l’uomo nella disponibilità di avviare un cammino di ricerca sulle origini e sulla bellezza di tutto ciò che lo circonda fino a quando non s’imbatte nella parola cosmo la cui origine greca Kosmos consente all’individuo di cogliere nelle radici della sua etimologia il senso profondo del fare ordinato della vita e della sua stessa esistenza: fatto ad arte in ogni suo aspetto, corpo, sostanza, materia e potenza, capace di esprimere l’insieme circolare e coordinato di ogni forma di energia che si dispone per raggiungere il bene comune.

L’uomo è immerso in un ambiente realizzato ad arte come la sua anima.

L’anima e l’arte in stretta simbiosi, dove con l’anima entriamo nell’arte ma con l’arte possiamo parlare all’anima, e anche dell’anima, e quando ci avviciniamo di fronte alla piramide troviamo altrettante difficoltà di definizione, di linguaggi e di confini. Le aziende che hanno costruito i loro successi ispirandosi alla piramide, dovrebbero trarre giovamento da tutto questo e adeguare le proprie strutture organizzative al cosmo in grado di rappresentare un luogo creato ad arte dove le persone stanno bene con loro stesse e insieme alle altre. Una organizzazione realizzata ad arte esprime l’armonia dei gesti e delle forme.

Gli angoli sono smussati e gli spigoli arrotondati. Le rette che diventano curve capaci di esprimere una differente concezione del vivere e dello stare insieme per condurre l’individuo alla ricerca di senso per invitare l’uomo ogni giorno a non fermarsi innanzi alla sola interpretazione dei fatti e delle circostanze in questione, ma spingerlo ad andare oltre alla ricerca di nuove forme di pensiero per dare un significato ulteriore a tutto ciò che lo separa dall’Assoluto.

La piramide lascia dietro di sé l’immagine della fiamma per assumere quello di una torta a forma di cerchio, per facilitare ad Arte la relazione circolare delle persone e fare vivere con gioia ogni momento della vita nel lento fluire del tempo.

L’energia prende una nuova forma e grazie all’arte scolpisce l’organizzazione per togliere tutto ciò che è in eccesso e come disse Michelangelo Buonarroti davanti alla statua di Davidho tolto il marmo in eccesso facendola diventare una delle opere più importanti dell’Arte rinascimentale italiana.

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