Salvati dalle acque. Tre storie di animali a lieto fine

Ieri avevamo dato la triste notizia: un centinaio di animali dell’agriturismo La Falda di Campogalliano erano morti annegati in seguito all’esondazione del Secchia. Oggi, la notizia di un miracolo: sono vivi. E da Modena e da Reggio Emilia arrivano altre due belle storie di pelosi tratti in salvo.

MODENA  – Mentre la piena del Secchia e del Panaro nella notte ha attraversato la Bassa modenese, per fortuna senza fare troppi danni, come si paventava, e stamattina i ponti stanno progressivamente riaprendo è tempo di fare i primi bilanci e quantificare i danni laddove le acque hanno superato gli argini e invaso strade e campi.

Già da ieri era arrivata una triste notizia: un centinaio di animali dell’agriturismo La Falda di Campogalliano, tra mucche, cavalli, maiali, cani e altri di piccola taglia, erano morti annegati quando le acque del Secchia avevano invaso l’area dei Laghi Curiel e alcune vie limitrofe. L’esondazione era stata violenta e improvvisa e i proprietari non avevano fatto in tempo a metterli in salvo. Stamattina, tuttavia, quando i Vigili del Fuoco sono arrivati all’agriturismo per drenare l’acqua rimasta e fare una stima dei danni si sono resi conto che era accaduto un miracolo: nelle stalle hanno infatti trovato gli animali, quasi tutti vivi! Altri, invece, si sono salvati nuotando fino all’argine. Solo una decina, invece, quelli che purtroppo non ce l’hanno fatta, tra galline, capre e maiali. Gli altri, invece, sono salvi e potranno tornare a divertire i bambini ospiti della fattoria.

Un’altra bella storia che vede protagonista un quattro zampe arriva sempre da Modena. Ieri gli agenti della Polizia Municipale hanno tratto in salvo un cagnolino che rischiava di annegare nel Secchia.

L’animale, spaventato e smarrito, probabilmente fuggito durante l’allarme piena, stava vagando disorientato nella zona del Ponte dell’Uccellino. Gli agenti, in servizio per monitorare la chiusura dei ponti, lo hanno visto sull’argine, dove camminava a pochi centimetri dall’acqua, rischiando di essere travolto. Uno di loro si è avvicinato e lo ha tratto in salvo. Il piccolo si è lasciato prendere ed è poi stato affidato alle cure di alcuni residenti, che avevano assistito alla scena e che gli hanno prestato le prime cure, asciugandolo e rifocillandolo.

Successivamente, il cane è stato portato al Canile Intercomunale di Modena, dove è stato appurato che la bestiola era provvista di microchip, intestato a una persona residente a Marano, alla quale speriamo si possa ricongiungere.

Arriva invece dal reggiano la storia, anch’essa a lieto fine, di Birillo, un simpatico meticcio che viveva nel cortile di una delle aziende situate nella periferia est di Lentigione, il paese sommerso dalle acque dell’Enza. Il cane stava tentando in tutti i modi di tornare dal suo padrone, ma la corrente era troppo forte. È stato notato e recuperato da un agente della Polizia Municipale, che insieme ai colleghi e ai soccorritori stava monitorando la zona allagata per soccorrere cani e altri animali fuggiti a causa della piena.

 

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