La conoscenza invisibile delle persone fa crescere la redditività dell’azienda

La relazione quotidiana con la realtà che ci circonda è la fonte principale alla quale l’uomo si accosta per ampliare la propria conoscenza.

Di Guido Zaccarelli 21 gennaio 2018 – Non sempre l’uomo concede al mondo tutto ciò che riceve e laboriosamente ottiene con la forza del proprio impegno. Spesso trattiene buona parte delle proprie conoscenze per sé liberandole solamente quando percepisce intorno a sé la presenza di un clima sereno e di fiducia reciproca in grado di generare un diffuso stato di benessere psicofisico.

In una azienda dove il clima organizzativo è freddo e le relazioni umane sono frammentate, viene a meno da parte dell’uomo la disponibilità a concedere all’organizzazione la conoscenza, soprattutto quella invisibile. Solo la parte visibile viene accordata in virtù di un vincolo retributivo o in presenza di obblighi di altra natura.

È difficile fornire una definizione univoca di conoscenza, in quanto propria dell’uomo che si nutre e trova giovamento ogni giorno grazie alla relazione con il mondo.

I libri di testo riportano definizioni differenti agenti tutti nella direzione di offrire al lettore un variegato insieme di prospettive da rendere coerenti con l’interesse e le circostanze del momento. Com’è difficile definire la conoscenza altrettanto difficoltoso è attribuire un valore economico alla conoscenza, per via della sua natura immateriale.

È possibile rappresentarla numericamente attraverso questionari realizzati all’occorrenza per assegnare un valore economico proprio al contesto da misurare, sapendo della presenza di forti scostamenti tra i risultati ottenuti e i valori presi come riferimento.

L’iceberg è l’immagine impiegata per raffigurare la conoscenza che rende netta la separazione tra ciò che si vede e la parte sommersa. La parte visibile è ciò che l’uomo mostra e condivide con gli altri, quella sommersa è ciò che trattiene e che mette a disposizione del prossimo quando le circostanze favorevoli lo consentono.

Le condizioni si verificano in coincidenza di un clima mite che riscalda l’intero blocco di ghiaccio. Il calore generato dal clima positivo riduce la distanza tra le persone favorendo la prossimità del dialogo e la nascita di un sistema di relazioni alla pari che confinano nella reciprocità. La parte sommersa dell’iceberg si scioglie contribuendo ad elevare il livello dell’acqua della conoscenza fino a raggiungere la prossimità dell’azienda. I confini periferici delimitano il perimetro entro il quale la conoscenza inizia a produrre i propri frutti. Le persone iniziano a dissetarsi alla fonte comune della “Conoscenza Condivisa” e anche chi era collocato in periferia riesce a godere dei benefici comuni. È l’inizio di una nuova era.

L’azienda inizia a vedere in quesiti nuovi atteggiamenti la possibilità di impostare un nuovo modo d’intendere la relazione tra le persone e di intraprendere nuovi modelli di business orientati a fare crescere l’impresa nel medio e lungo periodo. I questionari contribuiscono a sostenere il management nel difficile compito di assegnare un valore attendibile alla conoscenza liquida che rappresenta una entità economica importante da massimizzare in investimenti umani e tecnologici. Una volta valorizzata partecipa a formare il bilancio dell’intangibile che le aziende dovrebbero redigere come fonte di analisi per intraprendere azioni collettive di buon governo organizzativo.

La conoscenza liquida partecipa attivamente alla formazione del MOL, Margine Operativo Lordo, quale importante indicatore di redditività di una azienda che non tiene conto degli interessi, delle imposte, del deprezzamento dei beni e degli ammortamenti. Il dialogo franco e spontaneo tra le persone e la disponibilità a condividere la conoscenza invisibile, consente all’azienda di contenere i costi dei dipendenti, l’accesso a soluzioni esterne e la presenza di una elevata burocrazia che rallenta tutte le fasi operative e strategiche.

È in corso un cambio culturale nelle aziende, complice un mondo che muta il contesto in ogni momento.

La conoscenza invisibile è un patrimonio importante per l’uomo, per l’azienda e per la società civile. Lasciarla sommersa significa non comprendere il vero significato, la portata e il contributo che potrebbe fornire per accrescere la redditività di una impresa e la sua capacità di competere in una scala sempre più ampia di valori etici, morali ed economici: non si vede bene che col cuore.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”. Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry

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GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

Curriculum: Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

 

 

 

 

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