La Conoscenza Condivisa® riflessa nell’arte di Magritte

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.  George Bernard Shaw

Di Guido Zaccarelli, Mirandola 7 aprile 2019 – Quando si parla di Conoscenza Condivisa è necessario orientare lo sguardo prima sul piano dell’espressione e successivamente riportarlo sul piano del contenuto, per comprendere il valore etico e morale che possiede nel suo complesso per dare seguito, in una fase successiva, all’applicazione concreta messa in atto dalla disponibilità delle persone a condividere in modo collettivo i propri saperi.

 

La Conoscenza Condivisa® è il nuovo paradigma di riferimento al quale le aziende, e le persone tutte insieme, devono identificarsi per modificare i modelli organizzativi e trasformarli da piramidali a circolari, per eliminare la presenza del disagio e la mancata disponibilità dei lavoratori a dialogare. Il livello del benessere crolla e le persone lavorano esclusivamente in relazione alla retribuzione mensile, oltre non vanno, frammentando la relazione e parcellizzando il lavoro. Fin dalle sue prime apparizioni nel 2012, la Conoscenza Condivisa® ha incontrato lungo il suo cammino la diffidenza, per la mancata capacità di indicare all’imprenditore un ritorno monetario certo sull’investimento.

 

La teoria della diffusione dell’innovazione, elaborata dal teorico e sociologo della comunicazione americano Everett Rogers, mostra con una curva a campana le diverse fasi che compongono la teoria e dove si colloca il muro della diffidenza. Nella fase iniziale troviamo il numero degli innovatori, che di norma è molto basso. Successivamente il valore sale per la pronta disponibilità di qualche soggetto a dare credito all’idea con la possibilità di arrestarsi davanti al muro della diffidenza: (pensiamo a internet, posta elettronica). Se questo avviene tutte le attività svolte si arrestano contemplando l’abbandono o l’attesa alla ricerca di nuove idee o partner. Superato il muro, ecco entrare in scienza la terza fase, che vede la presenza dell’espansione ottenuta grazie alla maggioranza tardiva per completarsi, con i ritardatari. La tradizione aziendale è sempre molto attenta al conto economico lasciando marginale l’attenzione verso i lavoratori, impiegati per produrre elevate quantità di prodotto a ritmi incalzanti.

 

La stessa immagine che abbiamo dei rematori delle Galee, quando ogni giorno dovevano vogare per condurre l’imbarcazione in battaglia o per raggiungere i porti commerciali del Mediterraneo. Potevano incontrare mari tranquilli e alati che accompagnavano la navigazione oppure incontrare onde vigorose che s’infrangevano contro l’imbarcazione, increspandosi ad ogni sobbalzo dello scafo. Per farlo dovevano dare il meglio di sé per dare continuità al viaggio appena intrapreso oppure morire. Questo era il senso del loro lavoro controllato a vista dall’aguzzino.

 

La Conoscenza Condivisa® è prima di tutto cultura, welfare culturale, nata dalla volontà di assicurare il benessere dei lavoratori che oggi trovano espresso nel welfare aziendale, consapevoli che godono di benefici economici ai quali viene associata impropriamente la felicità, senza intervenire sul modello organizzativo che rimane immutato. Il vero welfare aziendale è la cultura alla quale si associano successivamente i benefici economici. Per cambiare il sistema delle regole occorre partire dal basso, coinvolgendo i lavoratori in un progetto che abbia come riferimento la Conoscenza Condivisa®, un modello unico al quale ispirarsi, per promuovere ogni forma di iniziativa che vada nella direzione della persona e del valore etico associato alla sua identità. Solo in questo modo sarà possibile superare il muro della diffidenza evitando che il sistema imprenditoriale ponga dei limiti alle imbarcazione (i lavoratori) di uscire dal porto per iniziare a solcare i mari dove affrontare le onde del cambiamento. “Una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite”.

 

La Conoscenza Condivisa®, ambisce a creare luoghi di lavoro felici unendo le persone verso uno scopo comune. Da più parti emergono contributi che promuovono la felicità in azienda. E’ un passo importante verso una nuova presa di coscienza che induce a pensare che siamo prossimi a superare il muro della diffidenza presente all’inizio quando nel 2012 la Conoscenza Condivisa® è entrata in contatto con il mondo sociale ed economico. Si sente affermare spesso: “qui le persone non sono felici, è possibile in Italia cambiare la condizione nella quale ci troviamo?”.

 

Il quadro di René Magritte – La Décalcomanie, è un pretesto per suggerite all’uomo l’urgenza di osservare la realtà oltre confini del proprio presente, dove intravedere in lontananza una spiaggia vuota e un mare piatto che unisce se stesso all’azzurro infinito di una nuova realtà da vivere nei luoghi di lavoro, dove condividere i frutti della condivisione. È un tentativo di mostrare che oltre alla conoscenza visibile c’è molta conoscenza invisibile che l’uomo trattiene per sé, e che messa a frutto, è in grado di condurre l’uomo nell’alba di un nuovo futuro.

 

La Décalcomanie è l’immagine dell’uomo riflesso in se stesso, con e senza veli, in grado di mostrare al mondo come appare rispetto all’invisibile, ciò che trattiene per se stesso senza donarlo agli altri. La mela che spesso René Magritte usa è il simbolo della perfezione e della bellezza nata dalla mente intuitiva e creativa dell’uomo che simboleggia, con la sua rotondità, la perfezione del cosmo e la capacità di esprimere la conoscenza circolare. La mela nutre le persone attraverso lo scambio che apre a nuove relazioni, nuove conoscenze e nuove idee, che condivise, portano al cambiamento della nostra società che ancora oggi profuma d’antico.

 

La diffusione della Conoscenza Condivisa® deve entrare di diritto nella consapevolezza comune per la presenza di obsolescenza culturale e sociale e oltrepassare i livelli altissimi di malessere ai diversi livelli. Dobbiamo insieme superare la diffidenza del sistema imprenditoriale spesso legato a stili di vita lavorativi lontani dalla realtà economica attuale con una azione del basso che coinvolga tutti i lavoratori verso la presa cosciente di un nuovo modo di fare impresa.

 

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici: https://www.wikipedia.org/

 

CURRICULUM – Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto  di informatica presso l’Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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