Cereali e dintorni. Fondi sempre più scoperti.

Continua la fase immobilità del mercato; merce non ne manca in tutto il mondo e per tutti i tipi di nostro interesse. In assenza di interventi esterni i mercati restano uguali  se stessi. 

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 24 aprile 2019 –

I fondi sono corti di posizioni come non mai, e infatti le scoperture sono più grandi della settimana precedente. Quindi i fondi sembrano essere decisamente ribassisti su tutta la linea: Il “corto” del grano è a – 63.076 contro -54.269 della settimana prima; Il “corto” del corn è a -307.529 contro – 271.746; Il “corto” del seme è a -91.400 contro -71.314. Il “corto” della farina è di -11.534 contro -9.615 . Il “corto” dell’olio è di -33.920 contro – 31.609. le trattative con la Cina continuano senza sosta ma anche senza risultati.

Tiene il rafforzamento dei premi sul 2020 che sì trasforma con un +32 dollari per la proteica che oggi quota, per il gennaio dicembre, 325€ tonnellata partenza al porto di Ravenna. (ieri si erano registrati dei 322 ma l’Euro era più forte).

Nulla di nuovo nel nostro mercato direi che sussiste una stabilità inquietante.

Anche per il comparto delle bioenergie nessuna novità. Scarseggia la farinetta di mais per il rallentamento dei molini a giallo, e per il maggior assorbimento della stessa a fronte del rincaro dei cruscami di grano. Disponibili bucce d’uva essiccate e ancora qualche saldo di quote di sansa d’olive essiccata.

Gli unici vantaggi di questa fase di stabilità riguarda la programmazione economiche o di trasformazione sul medio lungo periodo in forza dei prezzi apprezzabili e molto simili agli attuali per  la farina di soya e mais.

Indicatori internazionali 24 aprile 2019
l’Indice dei noli è leggermente risalito sino a 821 punti, il petrolio è a quota 66$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,12845  (Hr. 15,10).

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