Cereali e dintorni. USDA tranquillizzanti, ma fondi molto corti.

I dati pubblicati da USDA hanno stemperato il nevrotismo dei mercati a seguito del tweet di Trump. L’incognita fondi, troppo corti, è da monitorare.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 13 maggio 2019 – Dopo le burrasche causate dai tweet del Presidente Trump, a calmierare i mercati sono giunti dati pubblicati da USDA, in generale ribassisti: stock più alti, produzioni e previsioni in linea, produzioni sud America più alte delle aspettative. Dati che avrebbero potuto stimolare un crollo mentre si è registrato un calo contenuto: 

Nella nottata di Venerdì sono state rese note le posizioni dei fondi (al 7/5) che sintetizziamo così: sono ovviamente tutte ribassiste e incrementate nel seme/farina/olio. Grano: il “corto” è di -82.146 contratti contro – 83.502 della settimana precedente. Corn: il “corto” è a -282.327 contro – 306.699. Semi Soya: il “corto” è a -160.553 contro -148.526. Farina di soya – 33.135 contro -15.599/olio -70.850 contro -58.072.

Tutti dati che avrebbero dovuto promuovere un calo ancora più sensibile e invece il mercato si è orientato alla prudenza, forse sopraffatto dallo scetticismo. Il telematico è tutto in territorio negativo su tutte le merci nel mentre stiamo scrivendo.

Ancora troppo presto per valutare le vere reazioni del mercato che comunque si affida molto su due fattori: le ormai annose trattative Cina Usa e i fattori meteo del Nord America.

Merce non ne manca assolutamente e per vedere reazioni occorre tempo anche se l’incognita “fondi troppo corti-scoperti” lascia molto perplessi per la intrinseca pericolosità che una tale situazione comporta.

Sul mercato interno nulla da segnalare.

Indicatori internazionali 13 maggio 2019
l’Indice dei noli è leggermente salito sino a 1013 punti, il petrolio è a quota 61,6$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,12355  (Hr. 8,30).

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