Nuove regole bancarie per classificare Imprese in default

E’ stato siglato nei giorni scorsi un protocollo guida tra l’Abi e le principali associazioni di impresa tra le quali Coldiretti, Confindustria e Rete Imprese Italia, per definire nuovi parametri per misurare e attestare le imprese inadempienti.

di Mario Vacca Parma, 19 maggio 2019 – L’accordo gira intorno all’arretrato rilevante dell’impresa nei confronti dell’istituto bancario. Sino ad oggi le imprese sono state classificate in default in presenza di arretrati di pagamento “rilevanti” per oltre 90 giorni consecutivi sulle esposizioni verso il proprio istituto di credito. Le nuove regole dell’Unione Europea definiscono che per “arretrato rilevante” si intende un ammontare superiore a 500 euro rappresentante più dell’1% delle esposizione totale dell’impresa, scendendo ad € 100,00 per persone fisiche e pmi.

Il documento vieta anche le compensazioni tra linee creditizie diverse per evitare la classificazione in default ed evidenzia che le banche potranno iniziare ad applicare le nuove regole da giugno e avranno tempo fino al 1° gennaio del 2021 per adeguarsi.

Inoltre espongono che “per le imprese è fondamentale conoscere le nuove regole e rispettare con puntualità le scadenze di pagamento previste contrattualmente, per non risultare in arretrato nel rimborso dei propri debiti verso le banche, anche per importi di modesta entità”.

Naturalmente l’obiettivo è «evitare che la banca sia tenuta a classificare l’impresa in default» per giungere ad avviare azioni a tutela dei propri crediti”. Elemento importante delle linee guida è che la “la classificazione dell’impresa in stato di default, anche in relazione ad un solo finanziamento, comporta il passaggio in default di tutte le sue esposizioni verso la banca”, mentre l’obbligo di censire tutte le società connesse all’impresa produrrà – in caso di default – effetti anche su queste ultime.

 

 

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