Cereali e dintorni. Il “meteo” spinge sui prezzi.

Crescono i prezzi man mano che le probabilità di minori produzioni si concretizzano. Rincari più evidenti per i cereali.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 21 maggio 2019 – Per meglio comprendere l’andamento del mercato è sufficiente analizzare i dati  di lunedi sera con le chiusure dello scorso 15 maggio.

Il rincaro più evidente è quello relativo al comparto cereali, dovuto al fatto, presumibilmente, del maltempo che continua a rallentare le semine. Lo stato vegetativo delle colture è infatti lo stato “buono/eccellente” del grano invernale che è al 66% contro il 64% della settimana precedente, il grano primaverile è dato per seminato al 70%.

Il corn è effettivamente in ritardo nelle semine: il dato che è uscito dall’USDA è del 49% contro una media dei 5 anni all’80%. Un dato che storicamente non aveva mai raggiunto stadi così bassi negli anni trascorsi. Sono pertanto confermate le preoccupazioni di un eccessivo ritardo delle semine con l’aumento delle probabilità che la superficie prevista non possa venire seminata con naturale conseguenza che anche le rese/acro dovrebbero essere inferiori al previsto. Il seme di soia è dato per seminato al 19% contro la media dei 5 anni del 47%. Gli analisti/operatori si attendavano il 22-23%, quindi anche sul seme si stanno manifestando dubbi sulla possibilità di centrare gli obiettivi di semina.

Sul mercato interno nulla da segnalare se non qualche dubbio sulle qualità dei cereali a paglia, vista questa fredda primavera, per il resto una certa stabilità dei valori con consumi “stanchi”. Una certa resistenza si segnala sul mais estero, sia via camion che sui porti, specialmente sui mesi da giugno in avanti.

Si segnala, per chi fosse alla ricerca di fibra digeribile, di interessanti posizioni delle buccette di soya per tutto il 2020 a valori sotto i 150€ tonnellata partenza porti.

Continua per il settore delle bioenergie la ricerca di prodotti che possano sostituire la carenza di mais declassato a tale uso.

Indicatori internazionali 21 maggio 2019
l’Indice dei noli è leggermente salito sino a 1041 punti, il petrolio è a quota 63,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,11519  (Hr. 8,20).

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