Finalmente, tutti ai seggi!

Il silenzio elettorale è un toccasana per le orecchie e il residuo senso civico che è rimasto, consumato da una interminabile, quanto becera, campagna elettorale.

di Lamberto Colla Parma  26 maggio 2019 –

E’ una liberazione! Con l’imponente  tornata elettorale e la chiamata per il riempimento del “catino” di Bruxelles, ci sarà da portare pazienza per una settimana ancora, il tempo di far sfogare i vincitori e trovare una motivazione alla sconfitta dai perdenti anche se, ormai, ci siamo abituati a non averne,  e chissà che da giugno si torni a parlare dei seri problemi che sta attraversando il nostro Paese.

E’ proprio vero che al peggio non v’è mai fine!

Una campagna elettorale così priva di contenuti e di idee non la ricordavo. Alle idee e ai programmi si sono sostituiti gli insulti e  la demolizione dell’avversario. Slogan volti a colpire l’emotività degli elettori e non la loro indecisione, piuttosto che al rafforzamento delle loro proprie convinzioni politiche.

A salvarsi forse, sono state le campagne elettorali svolte nei quasi 4.000 villaggi chiamati a rinnovare le amministrazioni locali. Alle “riunioni” di presentazione delle liste il pragmatismo l’ha vinta sulle idee e il confronto con il popolo elettorale si è  stabilito sull’elenco delle cose da fare e sulle priorità avvertite dai cittadini.

Al contrario, la campagna sulle Europee si è distinta per la vacuità e l’assenza di programmi o quantomeno di narrazione dei programmi dei diversi schieramenti europei ai quali i nostri partiti aderiscono.

Una tornata elettorale anomala segnata dalla BREXIT e l’apertura all’ultima ora di Theresa May a un nuovo referendum seguita, a poche ore di distanza, dalle dimissioni della premier britannica che avranno efficacia dal 7 giugno.

Dopo tre anni di negoziati tutto e il contrario di tutto potrebbe accadere; dal rientro a tutti gli effetti del Regno Unito nella famiglia europea, alla “Brexit Hard”, ovvero senza negoziato, come auspicherebbe Boris Johnson, il “falco” probabile successore della “vispa” Theresa.

Tutto il mondo è paese e la moda di sollecitare la pancia degli elettori non è peculiarità italica ma ormai si è diffusa in tutto l’occidente anche se, da noi, è una pratica strabordante e  pericolosa.

Staremo a vedere intanto, a forza di venire sollecitati alla pancia, non vorrei che il risultato fossero solo flatulenze.

 

 

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francesca

Elezioni europee 2019 – Come si vota in Italia

Le urne saranno aperte domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7 alle ore 23. Ai fini delle votazioni, l’Italia viene divisa in cinque circoscrizioni elettorali: nord-occidentale (circ. I), nord-orientale (circ. II), centrale (circ. III), meridionale (circ. IV), insulare (circ. V).

Recandovi al seggio riceverete una scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste siete iscritti:

– grigio, per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia)

– marrone, per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna)

– fucsia, per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio)

– arancione, per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria)

– rosa, per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

 

Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

E’ possibile (non obbligatorio) esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata.

ATTENZIONE! Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza.

Mentre un solo voto di preferenza può essere espresso per un candidato delle liste rappresentative delle minoranze di lingua francese della Valle d’Aosta, di lingua tedesca della provincia di Bolzano o di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, che sia collegata ad altra lista presente in tutte le circoscrizioni nazionali.

I voti si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima; in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita.

Queste informazioni saranno disponibili sui tabelloni affissi nei seggi elettorali e sono consultabili sul sito del Ministero dell’Interno.

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20050523 – BRUXELLES – ECO – EUROSTAT: ITALIA, DEFICIT 2003 E 2004 RIALZATO AL 3,1. Eurostat ha rivisto al rialzo, portandolo al 3,1%, il rapporto deficit-pil italiano sia per il 2003 che il 2004. A meta’ marzo l’Italia aveva notificato invece un deficit pari al 2,9% del pil nel 2003 e al 3,0% nel 2004, che
l’Ufficio statistico europeo non aveva convalidato. ARCHIVIO – ARNE DEDERT- ANSA-CD

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