Cereali e dintorni. Dal Meteo lo stimolo alla speculazione.

Previsioni meteo che anticipano nuove e più intense piogge. Una notizia che da venerdi scorso sta spingendo sui mercati, senza contare l’influenza che deriva dalla guerra dei dazi tra Cina e Usa.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 3 giugno 2019 – A conferma delle informazioni raccolte lo scorso venerdi mostriamo, a seguire, la foto che riproduce il grafico della farina di soya del mese in corso notate che balzo ha avuto:

 

Nonostante venerdì il mercato fosse sceso a fronte delle dichiarazioni di Trump che apre un’altra stagione di guerra dei dazi con il Messico, principale importatore di mais degli Usa e tra i principali per il grano.

Comunque mentre scriviamo i mercati sono ancora in rialzo e i primi prezzi in arrivo danno il mais al porto a 182 € tonnellata, mentre sui silos interni a 186€ tonnellata. La farina di soya a 340€ la normale e 350 la proteica e per il 2020 343-353.

I mercati quindi dopo un lungo periodo di stabilità sono entrati in una fase calda, instabile anche se sappiamo che gli stock sono ben tenuti di merce non ne manca. Ma la speculazione non si ferma…

Lo scorso venerdi 31 maggio, il mercato era spinto dal maltempo. Insomma una fase che per essere affrontata servono cuori forti e nervi saldi sussistono infatti previsioni meteo prevedono per la prossima quindicina più piogge di quelle previste in precedenza (anche se le previsioni si aggiornano giornalmente almeno tre volte al giorno……)
Il mais logicamente è il più colpito e ha chiuso giovedi sera a 436 punti cents di dollaro per bushel, quotazione che non si vedeva dal 2014 e questo ha trascinato tutto il resto:

 

Riflessi immediate sulle quotazioni dei proteici ma l’onda lunga adesso colpisce anche i cereali nella UE e non solo Ad esempio: mercoledì il corn ucraino per il giugno quotava a dollari 183 contro 178 di martedì; sempre mercoledì il corn “comunitario” (rumeno/bulgaro) l’ottobre era quotato ad euro 168 contro 160 di martedì; ancora mercoledì il grano feed dagli altri paesi della EU l’agosto era quotato ad euro 171 contro 172 di martedì. Il settembre quotava ad euro 172 contro 169.

Stante quanto sopra scritto anche nella giornata di venerdi ci sono stati pochi prezzi e tutti molto più cari.
Il mercato interno è influenzato da quanto scritto sia in merito ai cereali che sui proteici, basta vedere le differenze degli aumenti a partire dal listino di Verona del lunedì, seguito da Milano e giovedi da Bologna.

Quanto possa durare questa tendenza speculativa al rialzo è difficile da dire. Certo che se i fondi d’investimento spingono non sarà certo di breve termine, del resto se investono sanno anche come autoalimentare un mercato in rialzo e frenarlo in discesa. Comunque di merce nel mondo non ne manca ne mancherà ieri sera, sono arrivate le cifre dell’International Grain Council (IGC) che lasciano comunque perplessi perché, nell’attuale situazione, continuano dimostrarsi nell’essere ottimiste: la produzione mondiale del grano è stimata a 767 milioni di tons contro 763 della stima di aprile (la precedente campagna era di 733); la produzione del corn è stimata in 1.1128 milioni di tons contro 1.1125 ( la precedente campagna era a 1.1126). La stima della produzione degli USA è stata portata a 362 contro 371 del mese precedente. La produzione del seme è stimata a 358 milioni di tons contro 361(la precedente campagna era a 363).

Indicatori internazionali 31 maggio 2019

l’Indice dei noli è leggermente salito sino a 1097 punti, il petrolio è a quota 57,0$/bar e l’indice di cambio €/$ segna 1,11336 (Hr. 08,45).

Visitando il nostro sito Internet o cercandoci su Facebook (cliccando mi piace O.C.C) troverete dei tachimetri d’indicazione commerciale.

 

(per accedere alle notizie sull’argomento clicca qui)

http://www.andalini.it/it/

 

 

 

Torna su