Il sogno e la perseveranza, la finestra dell’uomo sul mondo

«Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare » Auggie Pullman (Jacob Tremblay)

La vita ogni giorno ci pone nelle mani delle grandi opportunità, a volte si presentano con largo anticipo, altre volte invece sono in estremo ritardo sul cammino che stiamo compiendo.

di Guido Zaccarelli, Mirandola 2 giugno 2019 – Non sempre abbiamo la lucidità e quella necessaria saggezza per valutarle nella loro pienezza. Anche l’animo deve essere pronto e predisposto ad accoglierle. Il sogno e la perseveranza sono le ante che danno forma alla finestra dell’uomo sul mondo. In qualsiasi momento possiamo decidere di tenerle spalancate, per ricevere tutta la luminosità e il calore che proviene dall’ambiente esterno, oppure stabilire di chiuderle senza fornire la necessaria luce alle opportunità di realizzare i nostri sogni, togliendo alla perseveranza la possibilità di sostenere gli smarrimenti che inevitabilmente si incontrano quando decidiamo di concretizzarli. Le ante sono una grande occasione di crescita personale e professionale che viaggiano insieme per illuminare la nostra identità e rappresentano il valore aggiunto da destinare alla crescita personale e sociale. Tenere un’anta aperta e l’altra chiusa (o socchiusa) non consente di realizzare i propri sogni.

È l’immagine del fallimento annunciato. Serve la necessaria determinazione e soprattutto il coraggio di tenerle saldamente aperte anche in presenza di correnti e forti perturbazioni che possono arrivare e colpire in modo brusco, e inaspettato, l’avanzare del sogno. La finestra è il modo che abbiamo di esprimere la nostra identità, le nostre emozioni e le nostre capacità che altrimenti rimarrebbero chiuse all’interno dell’uomo limitando la sua vera natura di intercettare il progresso al tempo presente.

È il modo con il quale dimostriamo a noi stessi chi siamo e il contributo che possiamo dare alla crescita e allo sviluppo economico e sociale. È l’impronta che lasciamo del nostro passaggio alla storia. Conoscerla, significa attribuire maggiore importanza alle azioni del presente per stare in equilibrio sulla strada verso il sogno.

Osservare le finestre significa entrare in sintonia con un qualcosa di più intimo rispetto all’immagine esterna che l’uomo mostra al mondo. Per fare questo è necessario addentrarsi in prima istanza nella etimologia della parola compiendo lo stesso viaggio che viene effettuato per raggiungere la profondità della propria anima e scoprire che la strada che l’uomo deve percorrere per raggiungere la sorgente è lunga e spesso tortuosa, influenzata dal continuo vivere a stretto contatto con i luoghi che cambiano e l’intraprendenza dell’uomo che modifica i percorsi per adattarli al proprio vivere quotidiano.

La finestra è una parola che conduce alla fiaccola, alla luce, allo splendere. Quando l’uomo sogna, spalanca le ante della propria anima alla luce del sole per raccogliere tutta l’energia necessaria per renderli materici e visibili agli occhi del mondo. Anche Platone, per bocca di Socrate, nella V libro della Repubblica fornisce una guida per realizzare il sogno di una città ideale. In questo caso lo scopo del sogno è di raggiungere la verità e di elevarlo a nuovi sistemi di valori. L’uomo sogna e desidera di realizzare qualcosa per se stesso e nel medesimo tempo ricevere la luce dell’ambiente esterno che lo gratifichi per lo sforzo compiuto grazie alle sue virtù.

Il sogno nasce da un desiderio, ma anche da un bi-sogno, da qualcosa che ponga l’uomo a vedere la realtà da una prospettiva differente e che in un preciso momento della vita gli consenta di cogliere l’attimo per proiettarlo in una dimensione completamente differente dalla precedente, lontano dal qui e ora, dalle cose più semplici alle situazioni più difficili. Il tutto espresso in una chiave puramente soggettiva che può coinvolgere altri in un qualcosa di più grande e come affermava Platone, per bocca di Socrate, a mantenere le persone in uno stato di perenne allerta affinché per il sogno non si trasformi in sonno e scompaia all’aurora. I sogni tendono a disperdersi se non li appuntiamo al risveglio e perché non si disperdano nell’aria necessitano di perseveranza, la cui etimologia porta a l’uomo a intravedere un percorso rigoroso che solo l’azione quotidiana, e ripetuta nel tempo, è in grado di apportare.

Ogni giorno è necessario compiere un’azione, il giorno successivo un’altra azione fino a raggiungere lo scopo e vedere trasformato il proprio sogno in realtà. Il tempo è una variabile che spesso sembra ostacolare il cammino riducendo e allentando la presa con il sogno per le difficoltà intrinseche dell’uomo a tenere ben salda la presa sulla perseveranza spesso ostaggio della debolezza e della percezione che le cose vadano nella direzione opposta alla linea immaginata.

È in quel preciso istante che l’uomo fa la differenza, compiendo un balzo in avanti nel dare una ulteriore spinta a ciò che fino a qualche istante prima sembrava perduto. È il momento nel quale il sogno trova la luce e diventa realtà. Ogni persona ha dalla sua i propri sogni, piccoli o grandi che siano. Non possiamo bloccare i nostri ideali, perché i sogni fanno parte della nostra stessa esistenza, ci infondono la speranza del dopo. Sigmund Freud definiva il sogno come «la realizzazione di un desiderio. Il sogno, mentre ci rappresenta un desiderio come realizzato, ci porta verso il futuro». Si allarga per darci l’opportunità di vedere un mondo in cui c’è posto anche per qualcosa di nuovo, di inesplorato, lontano dalle pareti rigide di un ambiente che tende spesso a dissuadere anziché spronare. Randolph Frederick Pausch, professore di informatica e di interazione uomo-computer statunitense scomparso in giovane età, nella sua ultima lezione disse: «non impegnare la tua vita per inseguire i tuoi sogni, vivi la tua vita adeguatamente e i sogni verranno da te… saranno i risultati che verranno da te».

Riferimenti bibliografici:

Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Paolo Rebecchi e Guido Zaccarelli, Finestre di casa nostra Immagini e racconti di un anno diverso. Uno sguardo oltre le cose

Riferimenti sitografici:

https://www.wikipedia.org/

https://mondodomani.org/dialegesthai/ldep01.htm

https://unaparolaalgiorno.it/significato/P/perseveranza

foto di Paolo Rebecchi, tratta da Finestre di casa nostra Immagini e racconti di un anno diverso. Uno sguardo oltre le cose

GUIDO ZACCARELLI

CURRICULUM – Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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