Cereali e dintorni. Mercati instabili e probabili sorprese dagli acreaggi USA.

I prossimi due mesi saranno caldi e nervosi. Le ipotesi che si configurano sulla base dei prossimi dati USDA indicano prezzi in rialzo ma, come ormai l’USDA ci ha abituati, le sorprese possono essere dietro all’angolo.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 27 giugno 2019 – Continua la fase di instabilità nell’attesa dei dati dell’Usda del 28/06 sulle stime delle superfici in acri Usa. Le ipotesi che si rincorrono  indicano che i dati dovrebbero essere rialzisti ma, con l’Usda, le sorprese non mancano mai.

Intanto il segretario di stato Usa, Mnuchin, ha asserito che le probabilità che si aggiunga a un accordo con la Cina sia superiore al 90%. Ma il mercato ormai non reagisce più sulle promesse o ipotesi ma commenta i fatti.

Comunque vada si attendono due mesi molto caldi e nervosi. Al di là delle cifre di domani, la verità la si conoscerà solo a fine raccolti.

Mentre scriviamo il mercato telematico sta guadagnando su tutti i fronti dopo il calo di ieri sera, probabilmente dovuto ad una annunciata finestra di bel tempo.

Il mercato interno non mostra particolare chiarezza con i prezzi dei cereali dove si segnala l’orzo attestarsi, per la qualità normale 64 di peso sui 175-180€ ton nel nord Italia, il grano panificabile sui 195€ ma sono i primi tagli, poi dovrebbe ridimensionarsi. Il mais per ora è stazionario, mentre per le farina di soya ieri si quotava il pronto a 329-331€ ton per la proteica, il luglio dicembre a 330€ ton e il 2020 a 337/338€/ton.

Sempre ieri si è movimentato del mais sul periodo novembre 2020 giugno 2021 a 178€ partenza dal porto di Ravenna. In questi giorni i cruscami potrebbero toccare il loro minimo stagionale ed è quindi scattata l’operazione di acquisto da parte di chi ha spazi di stoccaggio. La finestra temporale non dovrebbe essere molto ampia in quanto su luglio sono previste esportazioni di pellet di crusca.

I fibrosi tengono il mercato con le buccette di soya che si acquistano, anche per un anno, a 165€ partenza al porto, sempre care le polpe a 208-210€ ton partenza dai porti o magazzini interni.

Per il comparto biodigestori si segnala il calo dei cruscami e la possibilità di approfittare degli ultimi lotti di sansa d’olive.

Il caldo fa la sua parte e con le sofferenze da caldo del bestiame anche i consumi calano e le produzioni si riducono.

Indicatori internazionali 27 giugno 2019
l’Indice dei noli è salito a 1317 punti, il petrolio è a quota 59,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,13567  (Hr. 8,30).

 

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