Povero Mattarella: Di Maio e Zingaretti “danno i numeri”, Salvini ci ripensa…

Il Presidente Sergio Mattarella durante le dichiarazioni alla stampa, al termine delle consultazioni
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Andiamo a comandare”. Tutti contro tutti e tutti pronti a allearsi con il diavolo pur di soddisfare i propri bisogni. La reputazione, questa sconosciuta.

di Lamberto Colla Parma  25 agosto 2019 –

Sembra proprio che i botti di ferragosto non intendano esaurirsi. Alla fine delle prime due giornate di consultazione il Presidente Mattarella si è presentato alla conferenza stampa con la sua proverbiale flemma leggermente incrinata.

4 o 5 giorni per trovare un accordo che possa dare alla luce un governo per completare la legislatura. Nessun’altra alternativa tecnica o balneare è prevista, in alternativa si ricorrerà alle cabine elettorali. E’ stato questo il diktat del Presidente della Repubblica e il prossimo martedi si tornerà alle consultazioni per avere indicazioni sul proseguo.

Il “povero”, si fa per dire, Sergio Mattarella deve averne sentite di tutti i colori durante i colloqui confidenziali con i gruppi parlamentari e i partiti.

48 ore straordinariamente imbarazzanti stando a sentire quello che era possibile divulgare nelle conferenze stampa post incontro presidenziale.

Talmente caotico e paradossale, quello che via via si andava a accumulare, che persino le borse e lo spread hanno reagito al contrario delle attese. La borsa di Milano è stata la migliore d’Europa e il differenziale tra i titoli di stato Italiani e tedeschi  è sceso sotto la soglia psicologica di 200 punti.

Da non credere.

I grillini non disdegnerebbero di fare un Governo con i loro nemici giurati del PD, Renziano o Zingarettiano che sia, salvo che vengano accettati 10 inderogabili condizioni e in contropartita, i rappresentanti del PD, che anche nella totale crisi interna non sono riusciti a attenuare la spocchiosità,  sono però riusciti a opporre solo 5 innegoziabili condizioni  ai seguaci di Beppe Grillo.

 

Dovrebbero “solamente” rinunciare al reddito di cittadinanza, ai due decreti sicurezza, a Conte, a ridurre il numero dei parlamentari, insomma rinunciare a tutto quello che è stato fatto con la precedente coalizione.

 

Infine, nemmeno tanto a sorpresa, Matteo Salvini ha elogiato il lavoro di Luigi Di Maio e rilanciato l’ipotesi di un nuovo accordo, senza Conte, ma con un rimpasto di Governo e nuovi obiettivi condivisi, a partire dalla riduzione dei parlamentari.

Insomma, tutti contro tutti e tutti apparentemente disponibili a trattare alle loro esclusive condizioni.

Una farsa ignobile che potrebbe comunque sfociare nel Governo più strampalato di tutti i tempi repubblicani o, nella migliore delle ipotesi, a un rimpasto dell’esecutivo appena tumulato.

Sarebbe effettivamente auspicabile una rapida chiamata alle urne e che uno dei tre gruppi antagonisti, Centro Destra, Sinistra o M5S, raggiunga quella soglia del 40% che consenta di governare in totale libertà e responsabilità.

Ma così non sarà, perché reputazione e dignità sono state calpestate, tritate e alienate come nessuno avrebbe ragionevolmente potuto immaginare.

Vero che la politica è l’esercizio sublime del negoziato ma quello al quale abbiamo assistito è obiettivamente un teatrino inqualificabile.

Mattarella, pensaci tu!

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Il Presidente Sergio Mattarella durante le dichiarazioni alla stampa, al termine delle consultazioni
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

 

 

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