L’intuito e l’istinto, il valore delle idee nei giovani del terzo millennio

Intuire l’oltre attraverso la luce delle idee per condurre la realtà che ci circonda nell’iperuranio.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 25 agosto 2019 – I giovani posseggono il dono della creatività, proveniente dall’energia della mente, che spinge ad allontanare da sé i condizionamenti messi in atto dall’ambiente circostante. Una spinta a non fermarsi alle apparenze ma mossi a scendere alla velocità della luce nella profondità del proprio intimo, per raggiungere incontrastati il mondo delle idee.

Vedere nel proprio oltre è come approdare nell’iperuranio di Platone, nel mondo delle idee immutabili, solo raggiungibili con la forza dell’intelletto. Una dimensione metafisica che va oltre il visibile delle stelle, il cui valore dipende dal suo grado di universalità. Intuire significa, andare oltre, e scrutare con l’occhio attento della mente tutto il mondo interiore dell’uomo, con lo scopo di riportarlo in superficie per mostrarlo agli occhi del mondo.

Lampi improvvisi che appaiono per insight, per illuminazione, nella mente del genio quando scopre una soluzione che va oltre tutto quello che il mondo sensibile ha prodotto fino a quel momento. I giovani hanno la mente libera che dona loro la forza istintiva di chi non conosce il mondo e vorrebbe lasciare un segno indelebile della propria presenza sulla terra. L’istinto è una propensione naturale verso la vita, ma anche espressione di talento, in grado di stimolare l’intuito ad osservare la realtà con l’occhio accorto dello scienziato. La creatività è un flusso di energia che si mobilizza grazie all’azione dinamica messa in atto dall’intuito e dall’istinto che agiscono di concerto per favorire la nascita delle idee. La luce delle idee non appare in modo spontaneo, necessita di un lungo percorso prima di raggiungere la luce del sole. Ogni scoperta è spesso lontana dal contesto della ricerca, a volte frutto del caso. Compito della scuola è formare gli studenti a valorizzare i propri talenti stimolandoli a illuminare la creatività. Una materia trascurata dagli allievi che conteneva le basi per incoraggiare la nascita delle idee, era il laboratorio di applicazioni tecniche che forniva il metodo per realizzare un progetto da realizzare attraverso un procedimento costituito da sette fasi: ideazione, schizzo, prototipo, progetto, realizzazione pratica, verifica, collaudo e critica e relazione finale. L’intuito si rinforza quando l’uomo ha interiorizzato un procedimento.

Ogni invenzione è frutto del suo destino, solo se l’individuo è in grado di vederla in tutte le sue manifestazioni e questa, di mostrarsi in tutto il suo splendore. L’illuminazione è ciò che differenzia l’invenzione dalla innovazione: l’invenzione è una luce che appare nell’uomo è che ricombina in modo differente gli elementi della realtà. L’innovazione, di prodotto o di processo, è spesso legata al restyling. Pensiamo alle scoperte fatte da intere generazioni nel corso del tempo, alla invenzione della stampa a caratteri mobili per opera del tedesco Johannes Gutenberg che fu illuminato nella sua idea mentre osservava i contadini intenti a pigiare l’uova con il torchio. Ciò che dobbiamo valutare, con un profondo senso di partecipazione, è la spinta propulsiva fornita dalle nuove generazioni alle invenzioni che caratterizzano il mondo del terzo millennio. Nel mondo analogico le intuizioni dei giovani rimanevano spesso archiviate in spazi di visibilità ristretti. Nel mondo digitale la comunicazione raggiunge rapidamente i confini più estremi del globo, favorendo in modo capillare la diffusione delle invenzioni dei giovani che riescono ad incidere in modo radicale negli stili di vita e nei comportamenti delle persone. Dobbiamo promuovere ogni tipo di iniziativa tesa a sostenere i giovani verso la ricerca continua di idee, per nutrire l’anima del nostro pianeta e renderla immortale come l’anima di Platone.

Riferimenti bibliografici:

Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:

https://www.wikipedia.org/

CURRICULUM – Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto  di informatica presso l’Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

Torna su