Cereali e dintorni. Fiammata rialzista.

Fiammata rialzista ma nel complesso i mercati restano su basi saldamente ancorate al fondo. Domani i dati USDA potrebbero far muovere ancora un po’ i prezzi.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano,  11 settembre 2019 – Ieri sera il mercato ha avuto un “sussulto” rialzista:

Le motivazioni possono essere assegnate a quattro principali eventi: lo stato dei raccolti pubblicato dall’USDA lunedì sera dopo la chiusura del mercato;

l’avvicinarsi dell’USDA di domani che sicuramente ha portato i fondi a fare delle ricoperture sulle posizioni più corte-esposte; la notizia che la Cina sembra voglia ammorbidire le sue posizioni nella nota vicenda dazi; infine il fatto che il mercato non può sempre solo scendere.

Sostanzialmente il mercato è sul fondo e un possibile rimbalzo può essere determinato da diversi fattori.  Certo al momento non ci sono le condizioni per  delle  fughe in avanti imponenti, a meno di eventi catastrofici non prevedibili. Il fondo si è toccato e diffusamente percepito.

E’ evidente, a questo punto, che sarebbe il momento migliore per rivedere le posizioni sui futuri per coloro che ancora non abbiano provveduto alle ricoperture.

Sul mercato interno da segnalare ancora l’indebolimento in generale dei cereali, anche se per il mais, sia nazionale che estero, continua la fase di forte resistenza, e questo vale specialmente per l’estero dove i valori in origine si sono stabilizzati. Si rilevano, al riguardo del mais nazionale, ancora difformità sanitarie sparse a macchia di leopardo. Si è arrestato il calo dei cruscami che danno segni di recupero, per il resto stagnazione dei valori.

Per il comparto biodigestori da segnalare che risulta ancora difficoltoso l’approvvigionamento di farinette di mais e la possibilità di trovare delle partite di mais tossinato. A breve dovrebbero tornare fluidi gli approvvigionamenti di sottoprodotti dell’industria del riso. Si può ancora approfittare dei cruscami a basso prezzo.

Indicatori internazionali 11 settembre 2019
l’Indice dei noli è sceso a 2393 punti, il petrolio è a quota 58,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,10437  (Hr. 8,20).

 

 

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