Cereali e dintorni. Impennata di prezzi dopo l’uscita dei dati USDA.

 Ecco giungere il fattore destabilizzante, capace di dare un impulso al mercato fiacco che aveva solo dato un segnale di vitalità poche ore orsono.

I dati USDA hanno smosso il mercato. Vedremo per quanto.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano,  13 settembre 2019 – Nel rapportino precedente avevamo riportato  che nella serata precedente il mercato aveva avuto un “sussulto” rialzista e che, a meno di fattori esterni, non ci sarebbero state variazioni significative per delle “fughe in avanti” sensibili. Ed ecco infatti l’evento motivante un rialzo: l’USDA di ieri sera:

I motivi sono vari: l’acquisto da parte dei cinesi di 600.000 tonnellate di semi di soia; inoltre le cifre dell’USDA, che avendo confermato in buona sostanza le cifre delle previsioni, sono state sufficienti a dare certezza agli operatori che era il momento di muoversi, e che di sorprese negative così come era avvenuto in agosto non ve ne erano più da registrare.

Quindi le quotazioni si sono spinte ad un ulteriore rialzo. A questo si aggiunga un provvedimento della amministrazione di Trump che ha annunciato di prorogare dal 1/10 al 15/10 l’aumento dei dazi (dal 25% al 30%) sui 250 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina. Un gesto di buona volontà che predispone positivamente per la ripresa delle trattative Cina /USA, che ormai sono date per certe, ad inizio ottobre.

CORN: La produzione USA della campagna 19/20 è stimata dall’ USDA in 350.52 milioni di tonnellate contro le 347,31 degli analisti e contro i 353,09 di agosto. La produzione sia pure modestamente, è stata ridotta rispetto ad agosto. Gli stock di fine raccolto sono stimati in 55,62 contro 50,86 degli analisti e contro 55,40 di agosto.

SEMI DI SOIA: la produzione USA della campagna 19/20 è stata stimata dall’USDA in 98,87 milioni di tonnellate contro 97,35 degli analisti e contro 100,16 di agosto. La produzione sia pure modestamente, è stata ridotta rispetto

ad agosto. Gli stock di fine raccolto sono stati stimati in 17,43 contro 17,96 degli analisti e contro 20,54 di agosto. Non vi è stata stima di riduzione delle esportazioni dagli USA (rispetto ad agosto), nessuna variazione nelle stime della produzione dell’Argentina (53 milioni di tonnellate) e del Brasile (123 milioni di tonnellate). Le importazioni della Cina sono rimaste invariate da agosto a 85 milioni di tonnellate.

GRANO: la produzione USA è rimasta invariata da agosto (53,89milioni di tonnellate). Gli stock di fine campagna sono rimasti invariati (27,60milioni di tonnellate). La produzione dell’Australia è stata diminuita a 19 milioni di tonnellate contro 21. La produzione della EU è stata aumentata a 151 contro 150. La produzione della Russia è stata diminuita a 72,50 contro 73. La produzione dell’Ucraina è stata diminuita a 28,70 contro 29,20.

Il mercato telematico sta registrando un andamento misto mentre stiamo scrivendo. È presto per fare considerazioni, occorreranno almeno una o due sessioni di mercato per comprendere se il trend continua o se, come si può ragionevolmente supporre, sia stato solo la fine della fase discendente.

Indicatori internazionali 13 settembre 2019
l’Indice dei noli è sceso a 2331 punti, il petrolio è a quota 55,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,10892  (Hr. 8,40).

 

 

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