Le mani intelligenti nell’era della Intelligenza Artificiale

La tecnologia 4.0 punta sull’utilizzo crescente della intelligenza artificiale volta a simulare ogni aspetto dell’apprendimento dell’uomo, con lo scopo di elaborare in modo rapido i dati e predire stati situazionali nei quali la tecnologia è in grado di intervenire al pari dell’uomo.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 15 settembre 2019 – Scienza o fantascienza, oggi la ricerca scientifica è impegnata nel dotare, ogni tipo di macchina, di programmi evoluti il cui comportamento sia prossimo all’agire dell’essere umano, cercando di prevedere gli eventi e confezionare soluzioni in grado di risolvere problemi.

Per raggiungere questo importante traguardo, le persone devono possedere un sapere evoluto in grado di modificare in modo dinamico i punti di osservazione con i quali guardano la realtà, per migliorare gli stili di vita e il benessere delle persone nel mondo del lavoro e in ogni ambito della società civile. Le mani sono nate per misurare, per preparare, per costruire e ogni risultato ottenuto è frutto delle abilità, dell’intelligenza dell’uomo e della padronanza riposta nel sapere fare bene il proprio mestiere. Grazie alle mani sono state realizzate opere d’arti straordinarie e il progresso tecnologico, scientifico e sociale, è nelle mani dell’uomo e nel suo sapere fare cogliendo nella etimologia della parola “arte” il senso profondo del fare ordinato della vita e della sua stessa esistenza che inizia dal cosmo: il cosmo è “fatto ad arte” in ogni suo aspetto, corpo, sostanza e potenza capace di esprimere l’insieme coordinato di ogni forma di energia che si dispone per raggiungere il bene comune.

L’uomo diventa un artista disponendo di strumenti che uniti all’ideazione, alla creatività e alla messa in opera, definiscono l’identità dell’uomo e della sua capacità di sapere essere. Il passaggio dal mondo analogico, l’arte del fare manuale al mondo digitale, l’arte di usare il computer, ha dato uno scossone importante alle arti manuali deponendo a favore di una manualità digitale che opera ad arte per sviluppare sistemi digitali intelligenti. Le mani passano da un “utilizzo manuale intelligente ad un utilizzo digitale intelligente” che necessitano di nuove abilità esposte alle influenze globali con le quali devono interagire alla pari per soddisfare i bisogni crescenti dell’intera umanità. Il sapere fare migra all’interno di una sapere digitale dove cammina insieme ai bit e condivide la strada verso l’intelligenza artificiale. Lascia dietro di sé la polvere della bottega e gli strumenti da banco dell’arte antica del fare manuale, per traslocare nella moderna bottega digitale in simbiosi con i computer, ai quali fornisce istruzioni per realizzare macchine che lavorano da sole e realizzano prodotti ad elevato contenuto tecnologico, con una maggiore rapidità e perfezione. In entrambi i casi la passione governa l’azione dell’uomo dove mette l’Anima per realizzare i propri sogni.

L’intelligenza artificiale necessita della presenza costante dell’uomo e non può prescindere dall’essere costantemente osservata perché è comunque espressione della razionalità limitata dell’uomo, definita tale dal pioniere dell’intelligenza artificiale Herbert Alexander Simon: «l’uomo decide in base a scelte economicamente più vantaggiose non disponendo nello stesso istante di tutte le condizioni per compiere la scelta in assoluto migliore».

L’intelligenza artificiale consente di elaborare più velocemente i dati e di accedere ad un patrimonio digitale molto vasto ma sempre in termini di razionalità limitata, e non assoluti. La ricerca scientifica avanza ma sono ancora lontani i tempi nei quali potrà raggiungere l’Assoluto. Occorre investire nel capitale umano, non solo da un punto di vista professionale, ma anche morale, per il significativo contributo che può portare allo sviluppo di una società che impiega una tecnologia eticamente sostenibile, fondata sui valori e sui principi che governano e presiedono l’educazione civica.

Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, ricorda che il rischio, se l’uomo prende il largo, è quello di una progressiva erosione del «capitale sociale ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità e di rispetto delle regole indispensabili ad ogni convivenza civile». Gary Baker, premio Nobel 1982, afferma che «il capitale umano riveste un ruolo centrale nello sviluppo del sistema economico di ogni paese». I governi devono porre massima attenzione allo sviluppo della intelligenza artificiale, che diventa il miglior modo per impostare un nuovo paradigma dell’etica, per dare un nuovo volto all’umanità. In questa direzione si è mossa la Comunità Europea che nel 2019 ha elaborato una serie di adempimenti ai quali si devono conformare le aziende che progettano sistemi di Intelligenza Artificiale affinché siano orientati al bene comune: la persona al centro dell’ecosistema organizzativo.

Non basta quindi investire e disporre della migliore tecnologia, occorre saperla progettare e impiegare al meglio. E il modo migliore per farlo è investire sulle persone e sulle loro conoscenze, facendo in modo che queste risorse si dispieghino etiche in forma circolare, a vantaggio dell’organizzazione e della società futura.

Grazie al Dr. Alberto Nicolini per aver suggerito l’unione di “mani intelligenti”, utili per ideare e scrivere l’articolo.

Riferimenti bibliografici:

Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:

https://www.wikipedia.org/

 

CURRICULUM – Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l’Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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