Cereali e dintorni. Attenti al 10 ottobre. Quali dati da USDA? 

Mercati fermi in attesa delle cifre dell’USDA di giovedì prossimo che si preannunciano importanti e perciò, in mancanza di notizie “del giorno”, che possano muovere il mercato, gli operatori “stanno alla finestra “.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano,  08 ottobre 2019 –   

Di notizie comunque ve ne sarebbero e tutte di segno rialzista: la prima  è quella della revisione delle quote di etanolo da introdurre nella benzina che, naturalmente dovrebbe essere superiore all’attuale. Una eventualità che naturalmente favorirebbe il consumo di corn. I dettagli dell’operazione saranno resi noti a novembre. La seconda  potrebbe derivare dalle cifre dell’USDA potrebbero portare delle sorprese e  quelle di giovedì sono attese in modo particolare. Ricordiamo che  quelle dell’USDA di agosto furono una “bomba” perché le superfici del corn e del seme seminati in USA sono usciti nettamente superiori alle previsioni. Poi vi è stato l’USDA di settembre che secondo molti analisti avrebbe dovuto portare delle correzioni che invece non sono avvenute e per finire le cifre dell’USDA degli stock in USA al 1/9 (uscite il 30/9) che sono uscite sorprendentemente basse. Che cosa succederà il 10/10?

L’aspettativa è grande, e nella attesa sono arrivate le previsioni di Bloomberg , le cifre delle previsioni dei raccolti e degli stock USA degli analisti (in milioni di ton.)

Sono tutte cifre che, come minimo, dovrebbero mantenere in tensione le quotazioni di tutte le merci. La terza,  anche il meteo spinge una tendenza rialzista in quanto la raccolta del corn e del seme in USA e/o quelle delle semine in Sud America non stanno avvenendo nelle migliori condizioni stagionali.

Venerdì sono uscite, come di consueto le cifre delle posizioni dei fondi da cui si evince che hanno “coperto” in modo deciso  sul seme e moderatamene sul corn e sulla farina di soia: Corn   sono “corti di-126.174 contratti contro – 159.800 della settimana precedente; Semi di soia  : “corti” di -8.730 contro -41.688; Farina: “corti” di -39.557 contro – 47.983; Olio  “lunghi” di +11.473 contro +22.399; Grano: “corti” di -21.514 contro -18.779. Infine la quarta, non meno importante sempre il 10/10 avverrà un ennesimo incontro tra Usa e Cina per trovare accordi sulla guerra commerciale “Trade War” e sono in essere indiscrezioni che i contendenti siano vicini a concessioni reali.

Il telematico mentre scriviamo ha un andamento misto ma con scostamenti minimi rispetto alle chiusure di ieri sera che mostravano una stazionarietà dei mercati.

Quindi in sintesi attenzione massima all’USDA del 10/10, e poi alla guerra dei dazi Usa Europa, che potrebbe incidere sul nostro mercato interno e ancora tensioni per la Brexit.

Sul mercato interno oltre alla calma, con scambi commerciali ridotti in quanto i venditori sono diventati tutti prudenzialmente rialzisti,  si segnala per il comparto proteici e cereali, a tal riguardo si segnalano sensibili problemi di logistica, con i camion dall’estero che interessano soprattutto mais e grano e in seconda battuta l’orzo. Mais dall’estero molto più tenuto sia sul pronto che sui futuri; Cruscami fermi, cosi come i fibrosi; per i proteici sul pronto a 310€ ton per la farina di soya normale 44% e 320€ ton per la proteica mentre sul 2020 ieri girava a 321€ e 331€ ton sempre tutto partenza ai porti.

Per il comparto biodigestori segnaliamo la possibilità di approvvigionarsi nostro tramite di mais secco tossinato a 140 € partenza provincia di Cremona, ritiro pronto, così pure a prezzi diversi della farinetta di mais con due impianti produttivi in riduzione.

Questi due giorni potrebbero rappresentare l’ultima finestra possibile per chi non avesse posizioni fatte sui futuri, sia di cereali che proteici. Da tempo non si registravano così tante concomitanze di fermo di rialzo delle quotazioni, anche se è pur vero che il nostro è un paese con consumi in stagnazione e già molto intasato da contratti fatti in tempi passati, che giustificano infatti le rivendite sul pronto.

Indicatori internazionali 08 ottobre 2019
l’Indice dei noli è sceso a 1770 punti, il petrolio è a quota 53,00$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,09810  (Hr. 8,30).

 

 

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