Cereali e dintorni. Dopo l’USDA mercati in leggera ripresa 

L’USDA ha leggermente stimolato i mercati ma i dati devono essere ancora metabolizzati dai mercati. Molte le variabili che potrebbero scontrarsi negativamente; dalla logistica alla Brexit.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano,  11 ottobre 2019 – l’USDA in sintesi: in forte ripresa il seme di soya, (quindi di riflesso anche la farina di soya), il mais-corn debole ma è comunque difficile immaginarlo ancora più giù, e un grano di difficile comprensione ma con un fondo di debolezza.

Il telematico mentre scriviamo ha un andamento rialzista su tutti i comparti, soya cereali e  olio.

Come ormai abbiamo imparato i dati Usda vanno analizzati e rielaborati a freddo e concesso al mercato di metabolizzarli. Certamente il fondo del mercato era stato incrociato giorni fa, a meno che la svalutazione del biglietto verde Usa non venga in aiuto.

È comunque presto per sbilanciarsi in indicazioni.

Sul mercato interno il fatto più eclatante è quello delle problematiche legate alla logistica via camion dove diverse concause si sono incontrate: scarsità di materiale rotabile perché impegnato nelle campagne raccolta mais, seme di soya e altri semi oleosi; scarsità di ritorni dall’Italia verso l’estero (est); il fatto che la Slovenia abbia chiuso diversi valichi doganali ai camion e questi si sono perciò concentrati su due soli passaggi obbligati (per gli Ungheresi e Rumeni passare dall’Austria è più caro). Cosa questa che ha riflessi nel mondo dei cereali e si trascinerà molto probabilmente per tutto il mese di ottobre. C’è da augurarsi infine che la Brexit non generi altri problemi e a tal proposito riportiamo questo dato: “… qualora facciano la hard brexit peggiorerebbe decisamente perché nel giro di una decina di giorni mancherebbero i camion bloccati alla frontiera, da Dover infatti passano 2,5 milioni di camion all’anno in entrata e uscita: 2.500.000: 365 gg= 6849,31 camion die quindi 6849: 24 ore= 285 camion ora, se per i controlli doganali impiegassero anche solo 10 minuti (improbabile) il passaggio si azzererebbe con file interminabili in pochi giorni, e quindi camion in meno disponibili a livello UE.  Attenzione quindi alle scorte di mais estero.

Per il comparto biodigestori si segnala  la possibilità di approvvigionarmento tramite di mais secco tossinato a 140€ partenza provincia Cremona, ritiro pronto, così pure a prezzi diversi della farinetta di mais con due impianti produttivi in intasamento.

Indicatori internazionali 11 ottobre 2019
l’Indice dei noli è salito a 1929 punti, il petrolio è a quota 54,00$/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,10181 (Hr. 9,15).

 

 

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