Il tempo osservato e il tempo percepito

Il tempo è uno spazio cosmico che si muove nella dimensione infinita dell’esistenza umana. Intervalli precedenti seguono a ruota istanti successivi che definiscono gli accadimenti vissuti nella sensazione e nella percezione del vivere quotidiano.

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 13 ottobre 2019 – Il tempo nasce con il cosmo, da una pulsione di energia che si è diffusa nel tempo fino a raggiungere la dimensione infinita nel quale l’uomo proietta la sua presenza terrena. Ogni parola, o azione, è istante zero, ma è immediatamente istante meno uno e più uno. La mente rivive il passato, agisce sul presente e proietta l’immagine di sé al futuro. Le emozioni seguono gli stessi movimenti della mente influenzando in modo diverso il valore del tempo. Il passaggio da un istante all’altro non è immediato, ma è ampliato, o ridotto, in base al valore associato al momento: «il tempo è volato via, il tempo non passa mai». Il passaggio da una condizione all’altra esige del tempo che deve essere percorso seguendo una strada ben precisa: vivere il tempo, immersi o da spettatori. Essere immersi significa abbandonare la realtà che ci circonda e vivere il senso dell’abbandono e ogni singolo istante come fosse uno, unico, interminabile e irripetibile. Osservare significa controllare ogni singolo istante nella speranza che lo sguardo possa accelerare l’avanzare delle lancette per raggiungere la punta estrema dei nostri desideri: vivere l’incontro immersi nella ricchezza della relazione, o vivere l’attesa di un parente in ospedale. Tempi che cambiano in base alla sensazione e alla percezione: sostenere una prova d’esame a tempo, vivere l’attesa dell’esame prima della entrata in aula.

Essere sottoposti ad un intervento chirurgico, che prevede la somministrazione totale di un anestetico, vivere l’attesa come paziente ricoverato. Il via vai di persone che affolla il corridoio di un ospedale durante l’ora della visita e la porta della stanza di degenza che si apre e si chiude separando il tempo della vita quotidiana con il tempo della vita da allettato. La porta separa il tempo, aperta sul mondo, che vede le lancette correre senza sosta e dentro le lancette ferme alla stessa ora. L’attesa per il figlio che torna in ritardo rispetto all’orario prestabilito.

Fissare l’orario di un orologio al lavoro quando le condizioni non consentono di esprimere al meglio i propri talenti. Cronos e Kairòs sono le due dimensioni temporali, fondamentali, per condensare, o dilatare, nel tempo ogni singolo accadimento in relazione al contesto la vita. Alcune situazioni vivono l’istante del qui e ora (hic et nunc), e come un soffio di vento, si allontanano rapidamente per disperdersi nell’aria, a stretto contatto con l’infinito, altre rimangono per sempre impresse nell’anima, altre ancora vivono latenti in attesa di trovare una via di fuga e approdare in superficie, dopo aver percorso lunghi tratti al riparo della luce del giorno. Cronos è il tempo che assume le sembianze della persona che muove i sui passi sulla linea della vita ben rappresentato dalle lancette dell’orologio.

Tutto ciò che appare è misurabile, diventando un punto di riferimento, unico e imprescindibile, per valutarle all’interno di una dimensione singola e prospettica. Kairòs rappresenta l’emozione episodica che ha un inizio, un presente e un dopo. Kairòs assegna valore all’azione e condiziona l’insorgere dello stato emotigeno che si manifesta nell’istante esperienziale in grado di condizionare l’opportunità e le scelte. La sensazione definisce l’insieme degli stimoli esterni che raggiungono i recettori somato sensoriali da cui proseguono per essere trasformati in percezioni, un insieme di informazioni utili all’uomo per valutare una situazione in relazione ad un’altra. Il tempo osservato e il tempo percepito sono dimensioni ricorrenti nelle quali l’uomo si trova in ogni istante del tempo.

Pensiamo ad esempio di dovere sostenere una prova di regolarità che prevede di percorrere una distanza ad una velocità dichiarata ad inizio gara. L’atleta, durante lo svolgimento della competizione, non avendo nessun punto riferimento che se stesso, deve necessariamente ricorrere alle sensazioni e alle percezioni, continuamente mutuate con altre dimensioni interne ed esterne all’individuo, necessarie per condizionare il comportamento al miglior risultato possibile. La ragione deve accedere al patrimonio dell’individuo, accogliendo a sé anche le emozioni per renderle partecipi di questo dialogo aperto tra Cronos e Kairòs, tra il tempo osservato e il tempo percepito, con lo scopo di creare una narrazione itinerante in grado di lasciare all’uomo la possibilità di lasciare un segno tangibile della sua presenza sulla strada percorsa della vita nell’unità di tempo.

 

Riferimenti bibliografici:

Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

 

Riferimenti sitografici:

https://www.wikipedia.org/

 

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.
Alberto Voltolini, e Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università di Modena e Reggio Emilia, lo sfondo del problema: cenni di semiotica e pragmatica

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/

 

CURRICULUMGuido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l’Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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