Cereali e dintorni. Mercati instabili.

 

I mercati risentono delle notizie piuttosto che reagire alle variazioni dei fondamentali economici. I fondi si spingono a campagne di acquisto e ricoperture e si presume che i prezzi possano leggermente risalire.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano,  21 ottobre 2019 – Il mercato purtroppo si muove sulle notizie e non sui fondamentali.  Quindi, a fronte di voci per le quali “Il presidente USA ritiene di poter firmare l’accordo con la Cina al vertice Apec in Cile a metà novembre…” hanno spinto i fondi a campagne di acquisto e ricopertura (quindi ragionevolmente ci si attendono dei rialzi). A ciò si aggiungano  inoltre i rincari del grano a seguito dei problemi in Australia, Canada e Argentina. Insomma,   per varie ragioni, lo scenario è orientato a supportare i cereali ma ciò sta influenzando anche il comparto proteici che trova così un ulteriore appoggio nell’attesa della fine della guerra dei dazi.

Ma dal fronte dei dazi potrebbero arrivare novità. Stando a quanto alcuni analisti commentano, se la Brexit dovesse slittare oltre la data del 31/10 sino al prossimo febbraio,  si riaprirebbe la possibilità di un nuovo referendum, e sempre se accadesse e dovesse vincere  il “remain” si potrebbe assistere ad una svalutazione del biglietto verde a favore dell’Euro. Questo potrebbe perciò sostenere una ad una parziale compressione di alcuni prezzi che normalmente operano a base Dollaro.

Mentre scriviamo il telematico indica per il seme di soya un andamento positivo, così come per la farina di soya, andamento misto per il mais e in calo il grano ma sempre con lievi variazioni.

Come già anticipato, il mercato non sembra avere la forza di fughe in avanti violente, perché gli stock sono consistenti e i consumi rimangono stabili e perciò sarà difficile che certi valori si incroceranno  a meno della rivalutazione per le cause sopra annunciate. Questo potrebbe favorire coloro che acquistano la farina di soya con i premi che in questo periodo sono a valori più che accettabili, dai 17 ai 20 dollari per tonnellata per la proteica mentre meglio difesi i premi sulla 44 tra i 14 e i 15 dollari per tonnellata.

In generale comunque il mercato cerca di mantenersi sopra i minimi del passato e si registra sempre resistenza da parte dei venditori. Infatti la forbice tra i valori si è ampliata e questo lo si registra specialmente nel campo del mais dove, nonostante la pressione dei raccolti del Mar Nero e della zona Danubio-Balcani, l’offerta non abbonda.

Per il comparto biodigestori poco o nulla da segnalare salvo di suggerire di approfittare di questo momento di stasi dei cruscami e delle farinette di mais e di approfittare del fatto che le riserie stanno lavorando a pieno regime e prodotti come le pulette e la pula vergine e quella 2,50% di silice sono agevolate. Proprio stamattina, così come venerdì scorso, abbiamo esitato da una primaria riseria della pula vergine a 115€ arrivo quando normalmente è il prezzo partenza.

Indicatori internazionali 21 ottobre 2019
l’Indice dei noli è sceso a 1855 punti, il petrolio è a quota 54,00$/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,11587 (Hr. 9,35).

 

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