Scandalo Bio – On, ripercussioni anche su Sissa-Trecasali (PR)?

Scandalo Bio-on, Bertani (M5S): “possibili ripercussioni sull’attività della Sebiplast. Regione fermi impianto chimico a Parma”

Andrea Bertani, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, chiede lo stop alla procedura della valutazione di impatto ambientale per la struttura della Sebiplast, azienda collegata alla star-up bolognese travolta da un’inchiesta giudiziaria, che dovrebbe sorgere a Sissa-Trecasali.

“Lo scandalo Bio-on pone seri interrogativi anche riguardo alla realizzazione del sito produttivo nell’area dell’ex zuccherificio di Sissa-Trecasali realizzato dalla Sebiplast posseduta al 50% proprio dall’azienda oggi al centro di questo scandalo giudiziario”. È quanto sostiene Andrea Bertani, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, in un’interrogazione presentata in Regione e che prende spunto dall’inchiesta che ha portato all’arresto dei vertici della start-up bolognese Bio-on specializzata nella realizzazione di bioplastiche, per chiedere lo stop al progetto che vede la realizzazione di un sito industriale a Sissa-Trecasali, comune della provincia di Parma, nell’area dell’ex zuccherificio e che vede come proponente una società legata proprio alla Bio-on, la Sebiplast. “Per la realizzazione di questo impianto la Sebiplast ha partecipato a un bando regionale per la concessione di un contributo – spiega Andrea Bertani – Finanziamento che, ovviamente, era ed è legato all’individuazione e al mantenimento di precisi impegni occupazionali. Lo scandalo che però sta travolgendo la Bio-on rischia di avere delle pesanti ripercussioni anche sull’attività della Sebiplast. Dato che il territorio della bassa parmense ha manifestato consistenti preoccupazioni rispetto alla reale natura dell’iniziativa, che rischia di installare un vero e proprio polo chimico industriale in un’area con una vocazione agroalimentare e connotata anche da fragilità idraulica e dall’esposizione a possibili alluvioni, quello che chiediamo alla Regione è di decidere lo stop al procedimento di valutazione di impatto ambientale e quindi pensare per quell’area un nuovo futuro” conclude il capogruppo regionale M5S.

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