Spandimenti, agricoltori in difficoltà per le promesse non mantenute della giunta regionale dell’emilia romagna

Spandimenti, agricoltori in difficoltà per le promesse non mantenute della giunta regionale dell’emilia romagna

Nei giorni scorsi la Regione, per bocca dell’Assessore all’Agricoltura, aveva smentito il fatto che la deroga allo spandimento in campo di liquame e digestato escludesse porzioni del territorio regionale.

Trascorse ormai tre settimane da quelle vuote promesse – spiega Tagliaferri – mi sembra essenziale ritornare sul tema perché ancora non è stato consentito alcuno spandimento nelle provincie di Parma e Piacenza.

Ai primi di dicembre i Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno dato alle Regioni la possibilità di emanare, in via straordinaria, deroghe al DM del 25 Febbraio 2016 rendendo possibile lo spandimento in campo di liquame e digestato anche nel periodo in cui la legge stessa lo vieta per 60 giorni consecutivi, ciò visto l’ingente quantitativo di piogge autunnali che hanno reso impossibile le operazioni di spandimento in campo, causando il mancato svuotamento dei vasconi di contenimento dei liquami e del digestato.

La Regione Emilia Romagna – continua Tagliaferri -, a differenza della vicina Lombardia, ha tardato a rendere esecutiva la deroga concessa perdendo giorni utili allo spandimento, viste le allora condizioni meteo favorevoli. Dopo numerose pressioni la Regione ha previsto la possibilità di concedere a sua volta deroghe che, però, sono regolate attraverso bollettini settimanali emanati da ARPAE. Ebbene, per le provincie di Parma e Piacenza i bollettini emessi da ARPAE hanno sempre vietato lo spandimento. Per bypassare il problema, vista l’esasperazione degli allevatori, è stata introdotta la possibilità di certificare l’idoneità del terreno allo spandimento con la dichiarazione di un “tecnico abilitato”, ma anche tale possibilità è durata poco, in quanto la Regione se l’è rimangiata con il bollettino Arpae emesso in data 23 dicembre a seguito, sembrerebbe, di una lettera degli ambientalisti… le elezioni incombono ed evidentemente la Giunta Bonaccini preferisce questi ultimi agli agricoltori. Il bollettino più recente, emanato il 27 dicembre, conferma l’ennesimo divieto assoluto di spandimento del liquame e del digestato in campo per le province di Parma e Piacenza, nonostante le condizioni meteo dei giorni scorsi e previste per i prossimi giorni siano particolarmente favorevoli.

È particolarmente importante ed urgente per gli agricoltori piacentini che la normativa riguardante tempi e permessi di spandimento dei reflui zootecnici sui terreni venga rivista in modo più razionale. È impossibile stabilire per decreto, e a priori, ampie finestre in cui non si può fertilizzare con reflui e digestato, ipotizzando che a dicembre e gennaio i terreni siano ghiacciati.

Il mese di novembre da anni risulta essere tra i più piovosi dell’intero anno, su buona parte del territorio nazionale, e al contempo sempre più frequentemente sono state registrate temperature relativamente miti a dicembre e gennaio. Il periodo di divieto di spandimento dei reflui continuativo, di almeno 60 giorni (dal 1° dicembre al 31 gennaio) si sta dunque rilevando non sempre congeniale al quadro climatico ed alle diverse esigenze agronomiche.

Per un’efficace azione positiva sui terreni – conclude Tagliaferri – sarebbe opportuno che la gestione degli effluenti zootecnici e del digestato fosse il più possibile flessibile, responsabilizzando in questo caso gli agricoltori, ai quali è di fatto affidata la cura e la tutela dei terreni medesimi.