Cereali e dintorni. Mercati: fatti, non date!

Cereali e dintorni. Mercati: fatti, non date!

In attesa della data in cui entreranno in vigore gli accordi USA/CINA,  il mercato reagisce sulla base dei fatti, non solo delle date.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 22 gennaio 2020 – Dopo l’agognata firma degli accordi USA-CINA fase 1, ora si attende il 15/02, data in cui gli accordi saranno attivi, ma il mercato come sempre aspetta fatti e non date, anche perché in quel momento la concorrenza dei raccolti Sud Americani sarà ancora più forte. Ecco quindi le chiusure di ieri sera:

solo il grano tiene e va per la sua strada, tutto il resto segna il passo. Per il grano il gioco è solo a tre contendenti, USA RUSSIA FRANCIA ed è un gioco duro tra duri.

Per il mercato domestico: grano ancora in sensibile aumento e questo influenza l’orzo e in minima parte il mais. All’origine è ancora leggermente rincarato, ma la vera novità,  che presumibilmente darà la prossima spinta al rialzo, sta crescendo dai problemi di logistica, perché dalla Francia, sia treni che camion, si segnalano forti ritardi causa scioperi e problemi vari, mentre dall’Est sorgono problemi per gli ingressi da Austria e Germania per problemi di permessi di circolazione ai camion, solo stranieri, in base alle categorie Euro 5-6 con esclusione delle categorie inferiori.

Al momento comunque il mercato è ancora molto bloccato da vecchi contratti ed esecuzioni tardive, ma la situazione potrebbe cambiare anche se non in modo violento. Logicamente i problemi “ambientali-logistici” colpiscono e colpiranno non solo il mais ma tutte le merci in entrata.

Per i proteici nonostante gli scivoloni del mercato in origine, la situazione semi di soya e farine di soya nel bimestre gennaio febbraio sarà delicata, risentendo di mancati arrivi e ricoperture dall’estero per quanto successo in Argentina.

A seguire alcune quotazioni di ieri inerenti il settore proteici: farina di soya hp 345€ ton. mentre la 44% 335€ ton. sul disponibile, sempre partenza ai porti, mentre sui mesi da aprile a dicembre 336€ e 326€, il girasole proteico quotava 223€ ton sino ad agosto, la far colza sul pronto 245-250€ tonn.

I cruscami hanno iniziato una lenta discesa, ma incombe su di loro anche una esportazione di pellet ed il pellet lo si fa con la farina,  tengono invece polpe di bietola, buccette di soya e foraggi fibrosi.

Per il mondo dei biodigestori si segnala qualche disponibilità di mais in granella tossinato e di sorgo scuro (marrone bruciato), la situazione delle farine e farinette è quasi tornata nella normalità. La famosa partita di grano destinata a tale settore è ancora nelle nebbie del porto di Ravenna.

Indicatori internazionali 21 gennaio 2020
l’Indice dei noli BDY è sceso a 689 punti, il petrolio sfiora i 58,00 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,10756 (Hr. 08,45).

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