Cereali e dintorni. Di merce non v’é carenza

Cereali e dintorni. Di merce non v’é carenza

Nonostante si tenti di sminuire e tranquillizzare sugli effetti del coronavirus, i riflessi sull’economia sono visibili, come dimostrano i migliaia containers fermi in Cina.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 12 febbraio 2020 – Ieri un rapporto USDA senza sorprese e così riassumibile: pur calando di qualche stock, nel mondo di merce non v’é carenza.

Da parte di tutti si cerca di sminuire i riflessi dell’epidemia in atto, ma purtroppo sono già ben visibili i riflessi negativi di cui nessuno parla, come ad esempio le migliaia di containers, sia pieni che vuoti, fermati nella Cina, i problemi logistici di navi mercantili nei porti della Cina, e la Casa Bianca ha infatti dichiarato che il Coronavirus rallenterà la crescita mondiale e rallenterà le esportazioni di agricommodities.

A fronte di tale conferma, i nostri mercati, nel periodo telematico, stanno reagendo con valori negativi.

Per quanto riguarda il mercato nazionale la questione più rilevante continua ad essere rappresentata dal “corto” (poca merce) che si registra sulle farine di soya, dopo che gli importatori hanno ripulito il mercato dalle rivendite riacquistando il venduto, una modalità replicata anche con semi di soya. Cereali stazionari; anche il grano sembra aver terminato la sua forza rialzista. I Cruscami sono su un fondo di resistenza dato che sono confermate esportazioni di pellet, sottoprodotti tranquilli, mentre è in rialzo tutto il comparto dei fibrosi.

Un’altra questione rilevante sta nel perdurare delle difficoltà logistiche, via camion e treno, che continuano a registrarsi con code di consegne e ritardi dall’estero.

Per il mondo dei biodigestori è da segnalare lo sdoganamento dell’ormai famoso Grano Usa: 8.900 tonnellate declassato da alimentare di alta qualità (con alto peso specifico e contenuto proteico minimo del 13%), a zootecnico e indi (dopo una interminabile diatriba legale) ad uso bioenergetico per presunto inquinamento da micotossine. Destinazione solo ed esclusivamente a aziende che producono bioenergia da fermentazione anaerobica le quali dovranno far pervenire la loro autorizzazione, che verrà ritrasmessa tramite il venditore alle autorità sanitarie portuali.
Sono infatti possibili controlli documentali da parte delle autorità competenti.
Coloro che fossero interessato possono contattare Officina Commerciale Commodities srl – Milano o direttamente il dottor Mario Boggini al +39 338 6067872.
Infine è da segnalare che in ragione della scarsità di mais a uso bioenergetico commercializzato, comunque a valori tra i 150/155€ tonnellata arrivo, e le farine e farinette che si aggirano su valori di 160/165e tonnellata, la merce in oggetto ha un valore intrinseco di amido appena inferiore al mais, ma simile o superiore alle farinette e farine ricostruite, e ben superiore ai cruscami, con un valore commerciale più contenuto.

Indicatori internazionali 12 febbraio 2020


l’Indice dei noli BDY è sceso a 418 punti, il petrolio sfiora i 50,00 $/bar e l’indice di cambio €/$ segna 1,09170 (Hr. 10,20).

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