Tafazzi gongola col CovINPS-19 e dimentica il referendum costituzionale del 29 marzo

Tafazzi gongola col CovINPS-19 e dimentica il referendum costituzionale del 29 marzo

Una interminabile crisi economica, sociale e politica,  aggravata dal micidiale e selettivo coronavirus,  è stata presa per mano dal Tafazzi di turno, che gongolasull’esportazione nel mondo

(già 20 paesi infettati da connazionali o autoctoni rientrati da Codogno, la Chernobyl italiana. Con un messaggio rassicurante, trasmesso in diretta a reti unificate dal bunker antinucleare della protezione civile, di sincero invito a mantenere la calma. Un messaggio accolto immediatamente  dagli italiani che hanno saccheggiati i supermarket e dall’estero chiudendo le frontiere o invitando a non trasferirsi in Italia se non strettamente necessario.

Intanto il referendum del 29 marzo è andato nel dimenticatoio.

Di Lamberto Colla Parma 1 marzo 2020 –

La tragedia del coronavirus si tinge pericolosamente di ridicolo!

Dopo una battuta d’arresto totale dell’economia italiana colpita al cuore turistico col 90% di disdette sulle prenotazioni alberghiere, tanto per dirne una a Parma, Capitale Italiana della Cultura, sono giunte le disdette pesino per il festival Verdiano del prossimo ottobre, dopo che i militari sono a presidio di Codogno come da due mesi sta accadendo a Whuan, dopo che è stata data disposizione di chiudere i teatri, le palestre, i campi da calcio, i circoli, le manifestazioni e le sfilate dei carri allegorici, le gite scolastiche, le chiese ma di tenere aperti i mercati rionali, dopo che i cinesi sono stati oggetto di aggressioni verbali e non, dopo che mezzo mondo ha chiuso le frontiere agli italiani (a dire il vero anche il Molise nei confronti dei lombardi, veneti e emiliani!) rei di avere infettato almeno 20 paesi, stando alla ufficialità di sabato mattina, ecco arrivare il contro ordine.

“Fare appello alla scienza e alla conoscenza”, tuona il presidente Sergio Mattarella, un po’ tardivamente e, immagino, parafrasando il Dante, quello della Divina Commedia,  il quale sosteneva, inascoltato ai tempi moderni, “Fatti non foste a viver come bruti ma a servir virtute e canoscenza”.

Gli fa eco il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rigorosamente ripreso nel “bunker” della protezione civile dove sembra avere pernottato da almeno una settimana, per dire che occorre abbassare i toni.

E per dimostrare che tutto è sotto controllo viene consentito ai bar di Milano di essere nuovamente frequentati a partire dalle 18,30 (presumibilmente l’orario di sosta del coronavirus), il Domm de Milan, protetto dalla sua Madonnina, verrà riaperto lunedi prossimo ma solo su prenotazione online, al contrario le scuole e gli asili resteranno ancora off-limits nelle tre regioni più contagiose ma verrà derogato sulle giornate minime (200) di frequenza delle lezioni scolastiche per non rischiare di far perdere l’anno a troppi incolpevoli e felici studenti.

Un disastro per di più ridicolo.

Giusto per non smentirsi, dopo l’andare e venire di notizie, le più assurde e ridicole, che sembranvano create a vanvera per occupare il 90% dei TG da un mese a questa parte, ecco che per attenuare i toni, dal Sole 24 Ore, giusto per raccontarne una molto recente, esce la notizia che la Grecia vuole la certificazione “Virus Free” per una partita di Grana Padano.

Immediatamente il Presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano Cesare Baldrighi si è preoccupato di apparire sui canali nazionali sostenendo essere noto il fatto che la trasmissione del virus non avviene per mezzo di cose, mentre il Direttore Generale dello stesso Consorzio, Stefano Berni,  si occupava di invitare, per mezzo di una nota stampa, alla “responsabilità dei media per ripristinare la verità a tutela del consumatore del mercato e delle filiere del Grana Padano”. Un appello subito accolto tanto é che alle 7,30 di sabato mattina, il giorno seguente, il TG5 riportava ancora la notizia del blocco greco.

Noi, piccola testata locale, probabilmente tacciata di esser una generatrice di fake news solo per il fatto di esser digitali, avevamo responsabilmente deciso di non rilanciare la notizia, per tutta una sequenza di ragioni che di seguito elenco:

  • generare inutile allarmismo  che avrebbe potuto ridondare su altri prodotti d’eccellenza. Ad esempio il FRANCIACORTA, confezionato nel bresciano, sarà pur stato infettato da qualche malsano lombardo, o no?
  • era da verificare la legalità di una tale azione da parte della Grecia;
  • era da accertare la effettiva trasmissibilità del virus tra cose e persone. Infatti, nonostante l’affermazione del Presidente Baldrighi, nei primi giorni della crisi da Coronavirus, e il tutto sostenuto da immagini di schiere di cinesi, intutati  da capo a piedi come marziani, erano  intenti  a pulire i corrimani delle scale di una edificio pubblico con l’accuratezza di tanti bradipi, venne data la straordinaria informazione che il terribile coronavirus era capace di resistere sulle superfici per oltre 7 giorni a differenza delle poche ore dei più convenzionali e familiari virus influenzali che annualmente sterminano migliaia di persone e che avrebbe recentemente già stroncato 130 tedeschi  (influenza dicono loro).

Quindi delle due l’una: il coronavirus resiste sulle superfici e resta perciò contagioso per oltre una settimana o è una fake news e ha ragione Baldrighi che non vi è trasmissione tra cose e persone?.

Comunque, proprio per rispetto dei nostri prodotti e in accoglimento degli inviti a stemperare i toni, che tra l’altro noi abbiamo sempre mantenuto bassissimi, e nonostante non abbiamo alcun vantaggio economico, a differenza delle grandi testate che possono godere di milioni di euro di pubblicità investiti dal Consorzio del Grana Padano, mentre a noi non vien regalato nemmeno uno snack, abbiamo responsabilmente ritenuto di perdere un po’ di like pur di non contribuire a una cattiva informazione verso una delle eccellenze nazionali, per quanto la succulenta notizia o fake news fosse stata diffusa dall’autorevole organo economico confindustriale.

Rispetto e prudenza che noi piccoli abbiamo adottato ma che invece i grandi e “autorevoli” organi di informazione non hanno voluto onorare.

Probabilmente la scelta dei media nazionali è stata dettata dall’opportunità di non lasciare spazi a altre informazioni non si sa mai che resti qualche colonna per informare del 29 marzo data di chiamata alle urne per il referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari. Un referendum tanto sentito che nemmeno da parte grillina sembra ci sia tanta smania di promuoverlo. Anzi potrebbe essere che venga sospeso anch’esso in forza del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che ha come orizzonte proprio il 29/3/2020 come limite all’interdizione alla realizzazione di manifestazioni pubbliche.

Ma un altro fatto sconcertante che val la pena di registrare in questo primo periodo di crisi virale è l’aspetto deontologico più volte calpestato.

Giustappunto per non creare allarmismi infondati, esimi giornalisti, uno dei quali il direttore di Sky Tg24 Giuseppe De Bellis mostrando chiari segni di debolezza, forse da influenza, ha chiosato che “il COVID19 (da oggi lo chiameremo CovINPS-19 ndr) non è nocivo, colpisce solo gli anziani o quelli che sono già malati”.

Il puntuale e sarcastico Vittorio Feltri ha immediatamente colto lo scivolone del collega e, attraverso un tweet, ha così commentato: “Contrordine: non è vero che non esista il razzismo. C’è e colpisce i vecchi. La prova consiste nel fatto che il virus uccide le persone su di età e ciò sembra consolare chi ha paura di Corona. Finché crepano i Matusalemme non è il caso di allarmarsi 

Purtroppo il Tafazzismo è entrato di diritto nel costume (o mutanda) italico, e non ce ne libereremo mai più!

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Neologismo: Tafazzismo.  Tafazzi, definito dallo stesso trio Aldo, Giovanni e Giacomo,  come privo di comicità e pieno di insulsaggine, da tanta inutilità è nato addirittura innalzato a un modo di comportarsi e di pensare il tafazzismo appunto, ovvero quello stile di vita che fa del masochismo il fulcro del suo esistere.

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