Medici con le bocche cucite, ma le campane sono slegate e suonano…

Medici con le bocche cucite, ma le campane sono slegate e suonano…

Tordenaso (PR) foto Valentina Carpin

Un invito a cominciare a slegare le lingue e pensare agli italiani come a un popolo molto maturo. Non aspettiamo un lustro prima di informare di quanto successo 5 anni prima. Forse, così facendo, qualche sofferenza in più si potrà evitare a qualcuno.

Di LGC 7 marzo 2020 – Gli aggiornamenti si concentrano sul Commissario ad acta per l’Emergenza da Coronavirus, Sergio Venturi, che con una calma e serenità espositiva magistrale snocciola numeri e tendenze del contagio nei diversi angoli della regione. Riesce a inserire anche dati positivi e così la giornata passa e per un attimo l’ansia di attenua, sino al prossimo rintocco delle campane.

Ma dalle ASL nulla. Non un comunicato non una informazione sulla situazione dl virus. La domanda che ormai ci si pone è: “cosa provoca ai polmoni il coronavirus?”
Una qualche autopsia credo sia stata fatta e qualche medico patologo avrà pur osservato qualcosa di strano se sono state messe in atto delle azioni di tale portata sociale!

Nulla, i medici hanno l’obbligo, imposto forse o per privacy, di non parlare. Ma le campane suonano da morto.

Rintocchi funebri ben riconoscibili, che in città manco si avvertono mentre in campagna accompagnano la dipartita di qualche compaesano, chiamando a raccolta i fedeli per l’ultimo saluto.

Rintocchi più frequenti, spesso anticipati dall’efficace passa parola, che dal panettiere al bar o dal minimarket alla parrucchiera e viceversa, si irradia in ogni cascinale avvertendo che l’indomani la conta di Venturi verrà ragionevolmente aggiornata.

Comunque, giusto per non sbagliare, meglio seguire le indicazioni del Ministero e della Regione: restare in casa, lavarsi le mani, mantenere le distanze di almeno 1,5 metri e, ovviamente, non baciare nessuno.