Cereali e dintorni. Fase confusa e critica dei mercati.

Cereali e dintorni. Fase confusa e critica dei mercati.

E’ difficile racontare del mercato oggi e lo sarà anche domani. In Italia ci stiamo sganciando o forse lo siamo già, da quanto succede sui mercati esteri.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 16 marzo 2020 –

Nonostante ci si prodighi ad insistere, le consegne dall’estero sono quasi nulle su gomme, scarse su treno e, almeno per adesso, normali via mare. Sulla base di questa semplice equazione, ogni operatore è chiamato a valutare attentamente  i suoi fabbisogni e le possibili alternative senza andare troppo per il sottile richiedendo servizi che saranno sempre più difficili da essere soddisfatti.

Nonostante tutto ciò non durerà in eterno ma solo per la durata dell’emergenza. Alla fine si potrebbero avere delle sorprese che sfoceranno in un mercato interno  appesantito di colpo come i fondi sembrano prevedere avendo iniziato a accorciare le loro posizioni.

C’è da augurarsi che la vinca l’umanità sulla speculazione!

II mercato telematico: sia USA Chicago che Matif in Francia sono, come le borse finanziarie, in territorio negativo ma non in modo così incisivo come quest’ultime (le borse europee di oggi oscillano tra -7 e -11%). Anche questa mattina pochi prezzi e quotazioni; siamo in una specie di Limbo Commerciale dove tutti attendono di capire cosa succeda.

I punti fermi al momento sono: la Cina non compra ancora e questo segna a favore del ribasso, l’Argentina ha introdotto dei dazi e ciò spinge al rialzo, ma il medesimo stato sudamericano  sta pensando di produrre 2-3 milioni di tonnellate in meno a causa della siccità che ha colpito alcune aree spingendo perciò verso una tendenza rialzista.

Un ulteriore fattore rialzista sta nelle importazioni, condizionate dai blocchi e aggravati dalla mancanza di ritorni.

Comunque i fondi di investimento stanno accorciando le loro posizioni sulle merci!

L’invito è di fare uno sforzo organizzativo e di collaborazione poiché tutti sono in emergenza. A titolo indicativo per segnaliamo che, con il corto di farina di soya,  al porto chiedono 358/360€ partenza e della 44% 7/8€ in meno.

Per il mondo dei biodigestori vale la stessa emergenza manca merce e camion.

Il pensiero comune è che vengono meno gli operai, ma anche gli impiegati, così come pure gli autisti.  Purtroppo le catene distributive e di ritiro stanno saltando ed è sempre più difficile una buona organizzazione del lavoro.

E’  sempre più difficile, occorre resilienza, tanto coraggio e buon senso.

Indicatori internazionali 16 marzo 2020
l’Indice dei noli è risalito a 631 punti, il petrolio sfiora i 31 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,11907 (Hr. 13,12).

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