Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi

Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi

Mietitrebbia in operazione

Un mix di fattori esplosivi hanno innescato il mercato delle materie prime. Una pandemia, capace di inceppare la globalizzazione ma non il capitalismo di rapina.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 24 marzo 2020 –

Un mix di fattori esplosivi si è innescato nel mercato: l’USDA ha confermato acquisti dalla Cina per 756.000 ton di mais e 340.000 ton di grano, nonché 110.000 ton di semi di soya.  Se a questo aggiungiamo l’incertezza su quanto sta succedendo in Sud America con i blocchi portuali e le richieste di quarantena per le navi, il mix è divenuto altamente esplosivo e possiamo riscontrare dai numeri che seguono:

Sono valori che non si vedevano da tempo con aumenti continui specie per il comparto soia. Il mais risente del ridimensionamento del petrolio e quindi del ridimensionamento del suo utilizzo per produrre etanolo, ma questo ad esempio farà mancare distiller, quindi si richiederanno maggiori quantità di farina di soia.

E da noi le cose non vanno bene. Siamo corti di logistica e di alcune merci specie farina di soia e questo ha incendiato anche le quotazioni dei sottoprodotti proteici. E’ una situazione di mercato molto difficile, si attende l’arrivo delle navi per normalizzare la situazione ma di certo le danze si calmeranno solo verso metà di aprile.

Ieri è stata trattata, venduta ed acquistata, farina di soya proteica a 440€ la tonnellata partenza e la normale a 430€ con il contingentamento del numero dei camion per ogni singolo compratore.

Tutto il mercato è in definitiva in rialzo sia per fenomeni di logistica, sia per carenza merce e per speculazione di chi questa merce detiene. Purtroppo anche diverse linee produttive tipiche del nostro settore stanno rallentando quindi anche i cosiddetti sottoprodotti risentiranno di liquidità con conseguente incremento dei loro valori.

Coloro che necessitano di merce si prenoti per tempo  e comunque  programmi gli approvvigionamenti per tempo, augurando che la burrasca passi e si porti via la pandemia, capace di inceppare la globalizzazione ma non il capitalismo di rapina.

Siamo in guerra in tempo di pace, infatti così è definito il commercio, e utilizziamo tutte le nostre capacità di adattamento tipiche della nostra popolazione italica per superare questo momento. Applichiamo queste doti anche ai piani alimentari per i nostri animali a quelli bio-energetici, ed eventualmente anche a quelli colturali per il medio termine.

E’  sempre più difficile, occorre resilienza, tanto coraggio e buon senso.

Indicatori internazionali 24 marzo 2020
l’Indice dei noli è risalito a 617 punti, il petrolio sfiora i 14,50 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,08425 (Hr. 08,30).

 

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