Cereali e dintorni: mercati incerti e alta volatilità.

Cereali e dintorni: mercati incerti e alta volatilità.

Nei giorni scorsi la notizia che la Cina avesse dato disposizione alla Cofco di acquistare seme di soya in USA a discapito del Sud America aveva fatto risalire le quotazioni del comparto. Poi tutto è rientrato.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 29 aprile 2020 – Mercato senza una direzione precisa e con alta volatilità: nei giorni scorsi la notizia che la Cina avesse dato disposizione alla Cofco di acquistare seme di soya in USA a discapito del Sud America aveva fatto risalire le quotazioni del comparto, che poi si sono ridimensionate per altre concause: “Gli USA denunciano una forte riduzione della capacità lavorativa dei macelli e delle fabbriche della lavorazione delle carni a causa della chiusura di molti stabilimenti per mancanza di personale colpito dal covid-19 che o è malato o non intende andare al lavoro per paura di contagio. Questa situazione ha provocato soprattutto il crollo dei prezzi dei suini. Il problema è talmente grave che l’USDA sta prendendo in esame di applicare il Defense Protection Act, una misura estrema, che consisterebbe nell’obbligare le fabbriche ad aprire, convincendo il personale a ritornare in fabbrica o assumendone del nuovo. E ciò per assicurare i rifornimenti alla popolazione. ” Il Defense Protection Act fu emanato nel 1950 ai tempi della guerra della Corea: dà ampi poteri allo Stato per la difesa civile e la mobilitazione nell’interesse della nazione. Dalla sua emanazione è già stato utilizzato 50 volte” (da Wikipedia) ; aggiungiamo poi: le vendite alla Cina,( che ritardano) temendo una troppo lunga pausa operativa dei cinesi per la prossima settimana, quando festeggiano il 1° maggio. Ma la comunicazione non arriva. Mercato quindi ancora cedente.” (Fonte Pellati.)

Lunedì 27/04 come ciliegina sulla torta, giusto per aumentare la confusione, la notizia del prelievo (tassa) di 5,27€ alla tonnellata sull’ingresso dei cereali Mais e Sorgo, extra UE, e questo avrebbe dovuto smuovere il mercato cerealicolo, ma l’unica ripercussione avuta è stata il momentaneo calo delle quotazioni del mais Extra comunitario base porti Italiani, e questo avrà di sicuro un riflesso sui mercati del Sud e centro Italia dove on arrivano i camion dall’Est e dall’Ovest.

La genesi di tale fatto si trova nel crollo delle quotazioni del mais extra UE specie quello USA e Sud Americano, per la crisi dell’etanolo, legata al calo del petrolio. Quindi le chiusure del mercato di ieri sera sono quasi sovrapponibili a quelle del rapportino precedente.

I problemi, facciamo senza ripeterlo, sono sempre tanti.Il mercato interno varia di poco rispetto alle precedenti comunicazioni: Cereali: mais calmo in leggera flessione così come gli altri cereali, cruscami di grano hanno collassato e stanno per attestarsi su una soglia di resistenza, farine di soya in ridimensionamento così come per il seme di soya, ma i problemi non sono finiti da qui al prossimo arrivo previsto per il 10/05 rischiamo di avere ancora quantità contingentate, proteici in leggero calo in derivata dalla soya, fibrosi fermi ben tenuti, distiller quasi introvabili.

Appetibili i valori di farina di soya sul 2021 che ieri si attestavano intorno ai 318€ per la 44% e 328€ per la proteica normale partenza al porto di Ravenna.

Nel campo dei biodigestori è da segnalare la possibilità di approfittare del ridimensionamento dei cruscami di grano, che permettono acquisti intorno ai 122€ tonnellata per le prossime due settimane, poi se dovesse calare avanti ancora a fare scorta, tenendo presente che la molitoria a tenero è ancora in crisi e quella a duro non può incrementare in eterno.

Difficile dare prevedere come si muoverà il mercato specie sui futuri. Mercato estremamente basso per alcuni settori, ma è anche estremamente incerto e volatile, e non è ancora immaginabile come impatterà la crisi finanziaria che si intravvede all’orizzonte.

Indicatori internazionali 29 aprile 2020
l’Indice dei noli è sceso a 655 punti, il petrolio sfiora i 14 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,08633  (Hr. 8,35).

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