Il 54% di gradimento per Conte vuol dire che ormai siam “bolliti”

Il 54% di gradimento per Conte vuol dire che ormai siam “bolliti”

L’effetto coronavirus fa bene a Conte e al Governo. 26.000 morti e la limitazione della libertà individuale confermano le teorie della sindrome di Stoccolma e della rana bollita.

Di Lamberto Colla 3 maggio 2020 – 72esimo giorno dell’anno 1 dell’era  COVID-19 e 53° pandemico – domenica –

Non c’è che dire, il coronavirus fa bene a Giuseppe Conte che vede la sua immagine salire oltre soglia 50%, avendo oscillato nel mese di aprile tra il 53 e il 57% a seconda dei sondaggi.  Un successo personale che trascina ovviamente tutta la compagine governativa nonostante la quasi totale latitanza dalla vita politica e dalla TV degli altri componenti e il silenzioso ma incondizionato appoggio del Presidente della Repubblica che, con le sue rare ma efficaci uscite, stende un velo protettivo sul capo del  suo pupillo.

Nonostante il fatto che l’Italia spicchi a livello globale nella conta dei deceduti (28.000), nonostante un affossamento spaventoso del PIL con conseguente declassamento dell’agenzia di rating FITCH a pre spazzatura (BBB-), nonostante le promesse di intervento economico a favore delle imprese e dei privati quasi mai mantenute, nonostante le confuse e disposizioni emanate e l’enciclopedica produzione di modelli di autocertificazione, nonostante la liberazione dei detenuti più pericolosi condannati in via definitiva per associazione mafiosa, nonostante il palese imbarazzo di Conte per le ultime decisioni prese e probabilmente nemmeno tanto condivise e comprese sino in fondo, presumibilmente sulla spinta dell’esercito dei consulenti forti dell’unico piano industriale che riguarda le mascherine chirurgiche, sbagliando persino la distribuzione del valore nella filiera produzione-consumo,  e per di più spacciando l’intervento come grande operazione calmierante delle speculazioni, infine dopo  72 giorni di reclusione viene spontaneo affermare che gli italiani devono necessariamente soffrire della Sindrome di Stoccolma.

Quel particolare stato che vede il soggetto recluso “innamorarsi” del carceriere o del suo aguzzino o del suo rapitore.

Ma potrebbe anche essere che la sindrome abbia una genesi ben più antica e vada alle origini del neo liberismo, radicatosi nell’UE finanziaria e non quella originale dei suoi padri fondatori, poi tradotta in Italia dal Signor Monti & C. che con il suo loden sgualcito e l’aria rassicurante dell’austerity ha impunemente acceso sotto al pentolone per arrivare oggi a piena bollitura delle rane, che sguazzavano nel tepore dell’acqua ora ribollente e totalmente inibente ogni azione e reazione.

La “teoria della rana bollita”, potrebbe in effetti ben adattarsi a interpretare i comportamenti sociali attuali.

Quello della “Rana Bollita” è un principio metaforico raccontato dal filosofo, e anarchico statunitense Noam Chomsky, per descrivere la pessima capacità dell’essere umano moderno di interagire con i fatti che lo circondano: ovvero la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi.

“Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.” Tratto dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky.

Al coronavirus e al sex appeal di Giuseppe Conte il compito di stendere definitivamente ogni riserva di ribellione del popolo italico, ormai pronto perciò a esser conquistato e derubato dei suoi poteri, delle sue risorse personali e delle sue culture.

Verranno i Cinesi, gli Americani e i Tedeschi a comprare a buon mercato ogni nostro ben di Dio,  anche le nostre coste e le nostre spiagge (al 31 dicembre potrebbe partire il bando per l’assegnazione delle spiagge secondo la direttiva europea firmata, guarda caso, dall’olandese Frits Bolkestein) e da lì la conquista delle città d’arte e dei musei e il turismo finalmente lucrerà nelle mani di altri.

Quando, molto prima di quanto si possa immaginare, tutto ciò accadrà, occorrerà dichiarare di essere felici e che tutto “ciò sta nella presa di coscienza che l’Europa è una e indissolubilmente democratica: ciò che è nostro è loro e ciò che è loro rimane a loro!”

“Andrà tutto bene… o quasi”

Grafico: Il gradimento nei confronti del governo Conte bis è balzato al 71% nel mese di marzo 2020, complice la gestione primaria dell’emergenza coronavirus. Fonte: Demos/La Repubblica

 

 Bolkestein: https://quifinanza.it/editoriali/cosa-dice-direttiva-bolkestein-spiagge-stabilimenti-balneari/184901/