La via per l’esdebitazione

La via per l’esdebitazione

Di Mario Vacca Parma 2 maggio 2020 – Cura Italia, decreto liquidità aiuti a famiglie ed imprese che non sempre sono giunti a chi veramente ne ha bisogno, almeno sin’ora a distanza di due mesi dall’inizio del lockdown.

I bonus da 600 euro sono quasi tutti arrivati a destinazione, ma per la cassaintegrazione sinora non c’è alcuna certezza. A fronte dei presunti ritardi dell’Inps si è stipulato l’accordo con l’Abi per un anticipo delle somme, (per un massimo di 1400,00) ma non funziona perché gli istituti chiedono, a garanzia dell’anticipo, un’attestazione dell’Inps che l’Istituto non è in grado di rilasciare nel giro di pochi giorni. Alla data attuale, non ci sarebbe neanche più bisogno dell’anticipo perché vorrebbe dire che l’Inps ha completato la pratica ed è in grado di erogare direttamente.

Tra l’altro anche i tanti sbandierati finanziamenti da 25.000,00 euro garantiti al 100% dallo stato “a burocrazia zero” sono oggetto di eccessive valutazioni da parte degli istituti ed è già iniziata una partita di “ping pong” delle responsabilità tra Abi e Governo. “E’ il decreto” del governo “a disporre i documenti e non sono le banche che inventano le leggi, noi dobbiamo applicare il decreto legge dell’ 8 aprile e tutte le altre” che non sono abrogate, chiarisce il presidente Abi Antonio Patuelli secondo cui “tutto è partito in maniera regolare”. E anche il segretario generale della Fabi Lando Sileoni punta il dito contro due “ritardi pubblici”: il Fondo di garanzia delle Pmi e della Sace che “ha sottoscritto l’accordo con Abi solo l’altra notte”.

Incertezze, preoccupazioni e mancanza di liquidità stanno mettendo in crisi cittadini, piccoli imprenditori e professionisti che si trovano a non poter onorare gli impegni assunti. Questa crisi potrebbe riportare in evidenza la legge 3/2012 volgarmente detta “salva-suicidi” per consentire ai privati cittadini (consumatori) ed ai piccoli imprenditori non soggetti al fallimento – che non riescono a far fronte ai propri debiti – di trovare una via di uscita dalla situazione di crisi.

Mai come ora è giusto considerare la legge introdotta nel 2012 come una utile convenienza nella risoluzione delle problematiche innescate dal Corona Virus.

Ho già avuto modo di scrivere nei precedenti articoli che la legge individua tre procedure: piano del consumatore, accordo di composizione delle crisi e liquidazione,   mettendo in evidenza la nozione di sovraindebitamento, ovvero di crisi o di insolvenza dei soggetti esclusi dal fallimento: comuni cittadini, consumatori, professionisti, imprenditori non commerciali, o imprenditori commerciali molto piccoli che non raggiungono i requisiti dimensionali richiesti per il fallimento. Quindi possono accedere tutti coloro, tra i precedenti cittadini evidenziati, che versino in una situazione di crisi o di insolvenza ove per la prima si intende una situazione di difficoltà economica e finanziaria che rende probabile l’insolvenza mentre   quest’ultima ricorre, appunto, quando il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Delle tre procedure (Piano del consumatore, Accordo di composizione e Liquidazione) la prima è accessibile solo ai consumatori, ovvero alle persone fisiche che abbiano contratto debiti per fatti non attinenti ad attività di impresa o professionale (esempio il dipendente d’impresa che abbia contratto un debito per acquisto auto, il professionista che abbia contratto un debito in dipendenza da malattia da gioco, ); la seconda è accessibile da tutti i soggetti non fallibili, quindi da piccoli imprenditori o da professionisti. La terza è accessibile da tutti in quanto prevede la pura e semplice vendita dei beni che compongono l’attivo per ripartirlo tra i creditori.

L’accesso alle procedure prevede l’esdebitazione ovvero il debitore persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali e non soddisfatti a condizione che:

  1. a) abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura;
  2. b) non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;
  3. c) non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;
  4. d) non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall’articolo 16;
  5. e) abbia svolto, nei quattro anni di cui all’articolo 14undecies, un’attività produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un’occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;
  6. f) siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione.

Alla procedura si accede presentando una domanda al giudice competente individuato nel tribunale del luogo in cui il debitore ha il centro dei suoi interessi principali, attraverso l’Occ (Organismo di Composizione della Crisi. E’ consigliabile farsi assistere da esperti della materia che possano guidare il consumatore o il piccolo imprenditore nei tecnicismi del sistema.

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La Bussola d’Impresa – Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l’internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni – nel ruolo di vice presidente – ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

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Mario Vacca m.vacca@gruppor1.eu
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