Cereali e dintorni. Attenzione ai fondi e al meteo.

Cereali e dintorni. Attenzione ai fondi e al meteo.

Il mercato continua a non avere una direzione, è su valori bassi a poco spazio a scendere ancora, molto a salire, la fase due dell’accordo con la Cina non decolla ma neanche si è fermata nonostante l’esternazione del Presidente Trump.

Mercati di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 19 maggio 2020 –  Nella fase di criticità che si sta attraversando ci sono però due fattori da tener in forte considerazione: la posizione dei fondi d’investimento che al 01/05 era lunga di 71.252 contratti scoperti e all’08/05 è passata a 74.152 a significare che i fondi si dimostrano rialzisti nonostante tutte le incognite. L’altra condizione, non meno importante, è il meteo che in alcune aree crea problemi (Europa, Russia, alcune zone dell’Est) ecco cosa scrive Pellati Informa: “Ieri sera il Mars (l’ente Eu per il controllo dell’andamento dei raccolti) è uscito con la valutazione della resa/ettaro del grano nella EU, a 5,72 contro il 5,87 dello scorso mese: un calo del 2,55 %. (e inferiore del 4,7% all’anno scorso). L’orzo a 5,73 contro 5,92 : – 4,9%.La colza : 2,95 contro 3,14: – 6%. Le colture invernali, quindi, effettivamente hanno sofferto la siccità”.

E Agricensus non è da meno: “L’UE di lunedì ha tagliato le aspettative di rendimento del grano invernale europeo, dell’orzo e della colza dopo che l’Europa occidentale e centrale sono state colpite dal clima secco e caldo ad aprile. La Commissione europea ha dichiarato nel suo rapporto mensile MARS che le colture invernali in gran parte dell’Europa, ad eccezione dell’Europa settentrionale, della regione atlantica e dei paesi del Mediterraneo, sono state tutte colpite dalla mancanza di livelli di umidità del suolo a causa di temperature superiori alla media e di piogge insufficienti. Di conseguenza, l’accumulo di biomassa delle colture ha subito un rallentamento, con condizioni delle colture effettive generalmente peggiori rispetto al 2019, aggiungendo che nella maggior parte di queste regioni è prevista poca o nessuna pioggia nei prossimi giorni, con i cereali invernali che si avvicinano rapidamente la fase di fioritura critica. Le previsioni sulla resa del grano invernale nell’UE28 sono state ridotte del 2,6% dal punto di vista del mese scorso a 5,72 tonnellate / ha, in calo dello 0,9% dalla media quinquennale. La stima della resa dell’orzo invernale è stata ridotta del 4,9% a 5,63 tonnellate / ha, in calo del 2% rispetto alla media quinquennale. Tuttavia, il taglio maggiore delle prospettive di rendimento è stato per la colza invernale con una riduzione del 6,1% dalla stima di aprile a 2,95 mt / ha, in calo del 4,4% dalla media quinquennale. Nel caso della colza, le condizioni di stress idrico già sperimentate in parte coincidevano con la fase di fioritura e / o precoce riempimento del grano, ha affermato la CE. La quantità limitata di precipitazioni dalla fine di aprile è stata sufficiente per facilitare i progressi della semina e consentire l’emergenza, ha affermato l’UE. Tuttavia, le colture emergenti presentano spesso stand irregolari o irregolari a causa delle precedenti condizioni di asciutto e richiederanno più precipitazioni per sostenere adeguatamente la crescita. Anche la semina del mais è quasi completata nella maggior parte delle principali regioni produttrici, con alcune difficoltà dovute al suolo secco ancora osservato e alle condizioni “altamente contrastanti. Allo stesso tempo, la semina del girasole ha dovuto affrontare alcuni problemi sul retro dei suoli secchi in diverse regioni.” (Chiediamo scusa per le imprecisioni dovute alla nostra traduzione.)

Nel mercato domestico debolezza e confusione,   solo le crusche sono in forte ripresa, vedremo se l’incognita siccità porterà qualche riflesso, per ora è troppo presto registrarlo.

Il mondo dei biodigestori è a caccia di biomasse ma purtroppo il momento non è a loro favorevole. Cruscami in netto rialzo, molini da mais in rallentamento, residui delle industrie alimentari in calo.

Indicatori internazionali 19 maggio 2020
l’Indice dei noli è sceso a 407 punti, il petrolio sfiora i 32,5 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna
1,093 ore 9,20.

 

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